EVENTI
FAD
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
IL TRAVAGLIO DI PARTO NATURALE E NOVITÀ SULL’INDUZIONE MEDICA DEL TRAVAGLIO
Linee Guida
Aogoi - Associazione dei Ginecologi Italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti
Primo Piano
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Eventi e CongressiSIGO 2025
14 – 17 dicembre 2025
Bari, Nuova Fiera del Levante100° Congresso Nazionale SIGO
65° Congresso Nazionale AOGOI
32° Congresso Nazionale AGUI
8° Congresso Nazionale AGITE -
FormazioneFAD - Il travaglio di parto naturale e novità sull'induzione medica del travaglio
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
Responsabili scientifici: Prof. Antonio Chiàntera, Dr.ssa Elsa Viora
Crediti ECM : 6 -
NotiziarioIMPORTANTE
Per la Polizza Sanitaria in convenzione con Aogoi, l’attivazione dell’opzione B non è più sottoscrivibile, in quanto sostituita dal sussidio SENIS B CN in Formula Single e dal sussidio SALUS LIGHT CN. Per info https://www.aogoi.it/tutela-legale/polizza-mba
Notiziario
tutela legale
aogoi
Servizio riservato ai soci
Creato per tutelare gli associati nelle controversie giudiziarie legate alla professione
POLIZZE
PROFESSIONALI
POLIZZE
SANITARIE
Per i soci e familiari
- Sussidio SALUS A LIGHT Under 65
- Sussidio SENIS B CN (in Formula Single) Over 65 anni
FORMAZIONE A DISTANZA ECM
Per l’aggiornamento professionale del ginecologo e dei professionisti della salute della donna e della coppia
Corsi in evidenza
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Inizio: 18-02-2026 - Fine: 17-02-2027Formazione a distanza -Crediti ECM: 6.0Stato corso: Aperto
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Inizio: 31-07-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 4.5Stato corso: Chiuso
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Inizio: 01-03-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 24-01-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 12.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 10-12-2024 - Fine: 09-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 24.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 28-03-2024 - Fine: 27-03-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
Pubblicazioni
Canali Social AOGOI
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04/01/2026Nel 2025 l’andamento demografico in Italia conferma un ulteriore decremento del numero di nati, con un peggioramento rispetto ai dati già critici del 2024. Il fenomeno della denatalità è il risultato di una combinazione di fattori sociali, economici e sanitari, che incidono in modo significativo sulle scelte riproduttive. Dal punto di vista sanitario, si osserva come l’età media al primo figlio si sia progressivamente innalzata fino a circa 33 anni. Questo slittamento è legato, in larga parte, alla necessità di raggiungere una stabilità lavorativa ed economica prima di affrontare una gravidanza. L’aumento dell’età materna comporta tuttavia una maggiore probabilità di condizioni cliniche che possono interferire con la fertilità e la gravidanza, come endometriosi, fibromi uterini e altre patologie già presenti. Accanto agli aspetti sanitari, assumono un ruolo centrale i fattori socio-economici. Le politiche di sostegno alla famiglia risultano ancora insufficienti e necessitano di un rafforzamento strutturale. Il numero di nati annui, ormai estremamente ridotto, rappresenta una quota marginale della popolazione, ma proprio per questo potenzialmente più tutelabile attraverso interventi mirati. Tra le azioni prioritarie emergono: la garanzia di percorsi assistenziali gratuiti attraverso il Servizio Sanitario Pubblico, un adeguato accompagnamento durante la gravidanza e il post-partum, il supporto psicologico in presenza di criticità come il baby blues e l’introduzione di incentivi concreti a favore delle giovani coppie. L’attuale tasso di natalità colloca l’Italia in una posizione estremamente bassa nel ranking mondiale. In questo contesto, diventa necessario guardare a modelli europei virtuosi, come quello della Francia, che attraverso politiche sociali strutturate è riuscita a contrastare il calo demografico e a riportare la natalità su livelli più sostenibili. Affrontare la denatalità richiede una strategia integrata e di lungo periodo, capace di sostenere le famiglie, ridurre le disuguaglianze e creare condizioni favorevoli alla genitorialità.91
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.10073510
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22/12/2025Lo stress in gravidanza avrebbe ripercussioni anche sulla crescita dei dentini dei bambini. Uno studio americano dell'Università di Rochester (Stati Uniti) condotto su 142 madri provenienti da diversi contesti socio-economici, incinte tra il 2017 e il 2022, avrebbe dimostrato che, specie in tarda gravidanza, avere alti livelli di ormoni legati allo stress, come il cortisolo, e avere avuto una diagnosi di ansia e/o depressione durante la gestazione, espone alla possibilità che i 20 denti da latte nei piccoli spuntino molto più precocemente. I bimbi, figli di queste mamme, sono stati monitorati con delle visite periodiche a uno, due, quattro, sei, 12, 18 e 24 mesi dalla nascita, e si è visto che rispettivamente a sei e dodici mesi di età, il 15% aveva tra uno e sei denti ed il 97,5% tra uno e dodici. Tutti entro i 18 mesi avevano tra tre e venti e a 24 mesi il 25% mostrava la dentatura completa. Di questi, 2,7% aveva avuto un picco improvviso della nascita dei dentini tra i 12 e i 18 mesi, a fronte degli altri in cui i dentini sono spuntati in modo più continuo. Questi dati hanno confermato che il cortisolo influenza l’attività di specifiche cellule (osteoblastiche e osteoclastiche), responsabili della formazione e del rimodellamento osseo e che lo stress prenatale può accelerare l’invecchiamento biologico nei bambini. Resta da capire quali ormoni materni o altre cause possono impattare sul momento di eruzione dei denti e come questa possa condizionare il processo di invecchiamento biologico dei piccoli. Informazioni utili per avviare strategie di prevenzione e monitoraggio della salute di mamma e bimbi. Meng Y, Yang R, Alomeir N et al. Prenatal maternal salivary hormones and timing of tooth eruption in early childhood: a prospective birth cohort study. Front. Oral Health, 2025, Sec. Oral Epidemiology, Volume 6 - 2025 | https://lnkd.in/eNTuQ-kW
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17/12/2025Si conclude oggi il 100° Congresso della SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e delle società federate tra cui Aogoi. È stato un congresso nel segno dell'innovazione. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre si è svolto un Talk Show che ha coinvolto, oltre ai professionisti, anche la società civile: cinque Istituti secondari di secondo grado, per circa 250 studenti, associazioni di volontariato e istituzioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della ginecologia italiana di aprire un dialogo diretto costruendo spazi di ascolto e confronto.21
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15/12/2025È iniziato a Bari il 100° Congresso SIGO, insieme al 65° Congresso Aogoi e al 32° Congresso AGITE, uno degli eventi nazionali più rilevanti nel campo dell’ostetricia e della ginecologia. Con numeri importanti, 1.500 iscritti, 500 relatori e 200 corsi precongressuali, il congresso si conferma come un punto di riferimento per l’innovazione e l’aggiornamento scientifico. Grande spazio è dedicato anche al confronto con la società civile, coinvolgendo istituzioni, professionisti ed esperti, con un’attenzione particolare ai giovani e alla corretta informazione. I lavori proseguiranno fino a mercoledì 17 dicembre, con una sessione conclusiva dedicata alla responsabilità professionale.201
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13/12/2025Si svolge a Bari dal 14 al 17 dicembre l’edizione numero 100 del Congresso SIGO che riunisce le diverse società scientifiche della ginecologia nazionale: Aogoi, Agui e Agite. Il titolo del congresso “IL TEMPO DELLE DONNE” richiama la biologia e tutte le stagioni della salute femminile in quanto fortemente scandite dal tempo, non solo sul versante riproduttivo ma anche nelle altre fasi della vita. Racconta il prof. Vito Trojano, presidente uscente della SIGO: ”quella che sembra una semplice ma inevitabile legge di natura, nei tempi moderni interagisce sempre più profondamente con variabili esterne, sempre più attuali e stringenti, quali la complessità delle cure, l’allungamento della vita media e la qualità della stessa, oltre ai fattori sociali, economici e culturali. Conseguentemente il compito dei ginecologi diventa sempre più quello di dare una corretta informazione alle donne, dall’adolescenza sino alla menopausa, sia nel campo preventivo che diagnostico e terapeutico al fine di cogliere il “Tempo Giusto” per intervenire in modo efficace.”241
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10/12/2025Il 70% delle donne in gravidenza soffre, almeno nel primo trimestre, di nausea e vomito (NVP), anche con una sintomatologia importante che richiede in alcuni casi l’ospedalizzazione. Lo conferma un importante studio, chiamato PURITY-Extended condotto dalla SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia su 900 donne in gravidanza. Questi sintomi nel 40% delle future mamme persistono oltre il quinto mese, peggiorando la qualità della vita e aumentando il rischio di stati di ansia e depressione post partum. Oggi la NVP può essere controllata grazie all’assunzione associata di Doxilamina e Piridossina, una nuova terapia altamente efficace e sicura per la mamma e il bambino come dimostrano diversi studi. I benefici di questo trattamento sono molto maggiori quanto è iniziato precocemente, pertanto l’indicazione a tutte le donne è di parlarne con i propri medici di riferimento fin dalla comparsa dei primi sintomi così da potere avere la prescrizione, se necessario, e a richiedere di poter fare anche il PUQE Test e l’HELP Score, due semplici questionari che permettono di valutare dalla “viva voce” delle mamme l’intensità dei disturbi provati e altri aspetti, tra cui la debolezza, l’idratazione, l’alimentazione, l’assunzione di terapie orali così da ricevere il giusto trattamento e vivere la gravidanza con più serenità e maggiore benessere.801
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07/12/2025Da giugno 2025, in Lombardia è attiva la delibera 8245, che introduce azioni dedicate alla prevenzione, al riconoscimento e alla cura delle disfunzioni del pavimento pelvico nel periodo perinatale. Si tratta di problematiche che possono comparire durante la gravidanza o dopo il parto, a causa del peso del bambino e dello sforzo richiesto al corpo, fino a causare lacerazioni. Le conseguenze possono includere incontinenza, prolasso o difficoltà nei rapporti sessuali, con un impatto importante sulla qualità di vita e anche sulle scelte riproduttive future. La delibera fornisce indicazioni che partono già dal periodo preconcezionale e proseguono durante la gravidanza, attraverso semplici valutazioni che permettono di individuare le donne più a rischio. Chi presenta segni di vulnerabilità viene presa in carico da personale specializzato, sia in gravidanza sia dopo il parto, soprattutto in presenza di lacerazioni significative. Il percorso prevede controlli mirati e l’accesso ad ambulatori dedicati, dove ginecologi e ostetriche formati sul tema possono effettuare diagnosi accurate e proporre terapie riabilitative o, quando necessario, interventi chirurgici.Tutto questo dovrebbe essere offerto in tutta la regione, da tutti i punti nascita, con potenzialmente diversi livelli di cura. Chiaramente, le situazioni più gravi dovrebbero essere prese in carico dai centri dedicati.351
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05/12/2025L’#infertilità oggi riguarda una persona su sei nel mondo, ma in molti Paesi curarla è ancora un privilegio, perché i costi sono molto alti. Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato la sua prima linea guida globale dedicata a prevenzione, diagnosi e trattamento dell’infertilità, invitando i governi a rendere le cure più accessibili e sicure. Secondo l’OMS la richiesta di aiuto è in crescita, ma l’accesso resta difficile: in diversi Paesi i trattamenti sono pagati interamente dai pazienti e un ciclo di #fecondazione in vitro può costare più del reddito annuale di una famiglia. L’infertilità, ricordano gli esperti, è un problema di salute pubblica spesso sottovalutato, con un forte impatto emotivo, sociale ed economico. La nuova linea guida propone 40 raccomandazioni per migliorare tutto il percorso: informazione corretta fin da giovani, prevenzione dei fattori di rischio (come infezioni sessualmente trasmesse e fumo), stili di vita sani e percorsi clinici chiari per la diagnosi sia maschile che femminile. L’OMS sottolinea anche l’importanza del supporto psicologico, fondamentale per chi affronta questo percorso. L’obiettivo è rendere la salute riproduttiva un diritto reale, con cure basate sulla scienza e accessibili a tutti, indipendentemente dal Paese in cui si vive.351
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03/12/2025Ci sono importanti novità nel trattamento del tumore del retto che in Italia colpisce ogni anno oltre 14.000 uomini e donne, causando circa 5.000 decessi. Uno studio italiano, chiamato NO-CUT, dell’Ospedale Niguarda e dell’Università degli Studi di Milano, finanziato da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, segna una importante svolta per i pazienti che rispondono bene a una terapia a base di diversi cicli di farmaci più radio e chemioterapia che precede la chirurgia (neoadiuvante) e il cui tumore presenta specifiche caratteristiche ad analisi raffinate come la biopsia liquida. Questi pazienti, pari a circa il 25% (1 su 4) anche con malattia localmente avanzata, sia in fase iniziale che metastatica, potrebbero evitare la chirurgia ed essere seguiti nel lungo periodo, con dei controlli mirati. Mentre i restanti affronterebbero fin da subito l’intervento chirurgico. I dati raccolti ad oggi su questo approccio si sono dimostrati sicuri ed efficaci, pertanto questa strategia potrebbe diventare la “normale” pratica clinica, garantendo al paziente anche un’ottima qualità di vita. Amatu A, Patelli G. Zampino G et al. Total neoadjuvant therapy followed by non-operative management or surgery in stage II–III rectal cancer (NO-CUT): a multicentre, single-arm, phase 2 trial. The Lancet Oncology, 2025, Vol. 26, Issue 12, p1612-1625.
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30/11/2025L’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le prime linee guida globali dedicate al diabete in gravidanza, diffuse in occasione del World Diabetes Day 2025. Questa condizione interessa una gravidanza su sei, circa 21 milioni di donne ogni anno, e può aumentare il rischio di complicanze importanti sia per la madre sia per il bambino. L’obiettivo del nuovo documento è offrire indicazioni chiare e basate sulle evidenze, integrando la gestione del diabete nei controlli prenatali di routine. Secondo l’OMS, senza una cura adeguata il diabete in gravidanza può favorire pre-eclampsia, morte fetale, parto traumatico e, nel lungo periodo, aumentare la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e altre malattie cardiometaboliche nella madre e nel figlio. Le difficoltà sono maggiori nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alla diagnosi e ai dispositivi di monitoraggio è limitato. Per la prima volta l’OMS definisce uno standard specifico di cura, articolato in 27 raccomandazioni suddivise in quattro aree: personalizzazione dello stile di vita e dei target glicemici, monitoraggio regolare della glicemia anche a domicilio, utilizzo mirato dei farmaci quando necessario e supporto multidisciplinare per le donne con diabete preesistente. Integrare l’assistenza diabetologica nei percorsi prenatali, sottolinea l’OMS, è essenziale per migliorare la qualità delle cure e ridurre le complicanze. Il documento ricorda anche la crescita globale del diabete, che oggi colpisce oltre 800 milioni di persone, con un incremento più rapido nei Paesi con minori risorse. Standard di cura uniformi rappresentano quindi un passo chiave per proteggere la salute materna e prevenire le malattie croniche nelle generazioni future.442
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03/01/2026Segui il nostro consiglio: smetti di fumare! Non nasconderti dietro il paravento che fai uso di e-cig, tabacco riscaldato o narghilé. La nicotina in tutte le sue forme è sempre “tossica”! Lo attesta un importante studio condotto da università internazionali, anche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e si è visto che gi effetti di questa sostanza, soprattutto sugli adolescenti, sono davvero seri. Vuoi qualche esempio? Ci sono prove certe che la nicotina rappresenti una potente tossina cardiovascolare che provoca danni al cuore e ai vasi sanguigni, indipendentemente da come la fumi e assumi. Fai “flash mob” e incentiva i tuoi amici e la tua famiglia a smettere di fumare. Anche il fumo passivo, quello che assorbi dal tuo vicino, che ha acceso le bionde, le sigarette elettroniche o altro, è dannoso e ed è causa di danni vascolari. Pensi che le sigarette elettroniche siano un incentivo a smettere di fumare? Eh, no! Pare invece che siano la via che invita a un consumo parallelo di sigarette, quelle tradizionali e quelle elettroniche. Infatti si stanno valutando nuove strategie per disincentivare al fumo, come l’introduzione di una tassazione su tutti i prodotti a base di nicotina, proporzionale alla quantità di sostanza contenuta, controlli più rigorosi sulle vendite online e divieti di pubblicità dei prodotti sui social media. Quindi preparati, potresti avere vita dura con il fumo e una spesa importante per acquistarlo? Meglio smettere di fumare prima, non credi e ne guadagna la tua salute!
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.51
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29/12/2025Cerca di non cedere alla tentazione di giocare a videogiochi che hanno meccanismi simili a quelli del gioco d’azzardo. Ad esempio l’acquisto di bottini, giochi da casinò social, ruote a premi, loot box, spesso presenti tra gli intrattenimenti sui cellulari ,o anche semplicemente i giochi e vinci. Recenti studi dimostrano che se questi giochi d’azzardo vengono praticati, soprattutto in età adolescenziale ad esemepio fra i 10 e i 17 anni, possono aumentare il rischio a breve distanza, anche in su solo anno, di incentivare scommesse con soldi veri. Meglio evitare, non credi? E c’è da crederci! Questi dati emergono infatti da ampi studi condotti da prestigiose università europee che hanno coinvolto in più fasi numeri importanti di giovani, nel complesso oltre 4 mila. Si può evitare di favorire questa propensione poco sana fra voi giovani? Certamente sì! Gli esperti dicono che vanno innanzitutto disposte regole e norme ben più rigide sul gioco d’azzardo, che vadano promosse campagne educazionali e di sensibilizzazione in cui siano coinvolte oltre a persone competenti in materia anche le istituzioni e gli adulti, dalla scuola, agli insegnanti, ai genitori. Lo sai che se questi giochi diventano una mania possono sviluppare dipendenza, con effetti importanti anche a livello di salute mentale? Mi raccomando, nel tuo tempo libero dedicati a qualche cosa di più sano, allo sport, alla compagnia dei tuoi amici, a una buona lettura, alla visione di un bel film, o a qualunque altro interesse che ti appassiona.
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27/12/2025Vuoi avere la pelle super nera, 365 all’anno, e fai lampade e altro a più non posso? Beh, fai attenzione! Recenti studi hanno confermato che i lettini abbronzanti triplicano il rischio di melanoma, il tumore più aggressivo e fra i più pericolosi della pelle. Questi dati emergono da una analisi su oltre 3 mila persone che fanno lettini e che sono stati confrontati con quelli di coloro che invece non ne fanno uso. È emerso che questi dispositivi causano alterazioni alle cellule della pelle ben più importanti rispetto a quelle generate dalla naturale luce del sole. Il rischio? La maggiore probabilità di sviluppare la malattia, pari al 5,1% fra i “lettinomani” rispetto a meno della metà, cioè al 2,1%, fra coloro che prendono normalmente il sole in periodi adeguati dell’anno. Facendo una media, il lettino è causa di un rischio 2,85 volte superiore di melanoma rispetto ai raggi solari. Gli esperti ritengono che in maniera molto drastica sarebbe consigliabile vietare le lampade e i lettini ai giovanissimi, specie ai minori, così da preservare la salute della pelle e generale. I lettini sono stati infatti associati agli stessi livelli di rischio di sviluppare un tumore del fumo di sigaretta o di sostanze nocive come l’amianto. Tu cosa puoi fare? Non perdere l’occasione di informarti, di proteggere la pelle usando sempre adeguati filtri solari anche in inverno e quando fai le lampade e ridurre al minimo indispensabile l’abbronzatura artificiale.
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.100735
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11/12/2025Le Malattie Sessualmente Trasmissibili si affrontano meglio con il gioco di squadra: l'unione di medici, ragazzi, famiglia e scuola sono "una forza"!
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06/12/2025Da un po’ di tempo riposi poco e male? Forse è colpa anche dei social! Proprio così! Uno studio inglese che ha convolto 373 giovani in media ventenni ha dimostrato che un uso eccessivo e problematico dei sociali, da Facebook, a Tik Tok, Instagram, Snapchat, X e altri social può aumentare ansia, depressione e insonnia. Cosa puoi fare? Semplicissimo! Disintossicati per una settimana, rinuncia o riduci sensibilmente il tempo sui social e ti sentirai molto molto meglio, più sereno e “sveglio”. Pensa che 7 giorni senza chattare, twittare, mettere like e hastag a destra e a manca, riduce l’ansia del 16%, la depressione di quasi il 25% e l'insonnia del 14%. Cosa si farà ora? Beh, visti questi dati inziali interessanti sul miglioramento della salute mentale e psicoemotiva, gli studi proseguiranno, allungando i tempi di osservazione che e diversifiando i giovani da coinvolgere.31
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04/12/202531
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04/12/2025Il primo dicembre è stata la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Lo sapevi? Si tratta di una malattia a trasmissione sessuale dovuta al virus dell’HIV, ancora molto diffuso. Nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi, 4 ogni 100mila residenti, e circa il 20% ha riguardato giovani sotto i 29 anni, sia eterosessuali, ma soprattutto maschi che fanno sesso con maschi. A preoccupare sono state soprattutto le diagnosi tardive, cioè quelle in persone che hanno scoperto la sieropositività solo nei sei mesi precedenti. Sono state circa il 60%, e nell’83,6% dei casi hanno riguardato l’AIDS. Se ti sei riconosciuto tra le persone a rischio, non hai dovuto attendere per rivolgerti a un medico, perché le soluzioni sono state disponibili. Come le terapie “di prevenzione”, definite Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), sia orale sia iniettiva — somministrata ogni due mesi — la cosiddetta “PrEP long-acting”. Entrambe si sono dimostrate efficaci nel contribuire a ridurre il rischio di trasmissione dell'HIV. Ci sono state novità anche in caso di malattia! Di norma hanno funzionato molto bene le terapie antiretrovirali, ma anche per quei pazienti in cui non si è verificata la soppressione virale sono stati disponibili farmaci iniettivi “long acting”, che non richiedono un impegno quotidiano nel trattamento. Dunque non temere: tutelare la tua salute e la qualità della tua vita è stato ed è sempre possibile!61
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30/11/2025Tu che ne pensi delle sostanze? Te lo chiedo poiché potresti appartenere alla Gen Z che sembra abusarne e “sballarsi” regolarmente con 79 nuove sostanze psicoattive molto pericolose, individuate da un apposito sistema di allerta NEWS-D È un problema enorme perché queste sostanze danno dipendenza e le prospettive non sono buone. Un recente congresso su questi temi riferisce che in Italia ci sono quattro milioni di bevitori di livello rischiosi e un milione di livello dannoso. Cosa preoccupa di più? Che c’è stato un aumento dell’80% di ragazze in 10 dieci anni che fanno uso di sostanze e 160 mila studenti di età 15-19 anni che sono dei “poli consumatori”. Puoi immaginare le conseguenze! Nell’ultimo anno ci sono stati 8.300 accessi ai Pronto soccorso per patologie legate alla droga, nei 10% dei casi fra i minorenni ed abbiamo circa 135 mila persone che soffrono di dipendenze, da eroina per il 59% e da cocaina o crack per il 27%. Certo sono in terapia presso i SerD, delle strutture dedicate, ma non basta. Bisogna evitare, fare prevenzione: non cadere nella rete, stai lontano dalle droghe e dalle sostanze!21
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29/11/2025Ti ricordi che in una delle nostre pillole abbiamo parlato di educazione sessuale e sentimentale? Beh, siamo avanti! e molto attuali. Infatti in questi giorni si è aperto un grande dibattito se fare entrare nelle scuole questa materia oppure no. Ricordi i casi della storia in cui si sono create delle fazioni come i Guelfi e i Ghibellini a Firenze o i Capuleti e i Montecchi a Verona? Sta succedendo un po’ la stessa cosa. Perché un decreto ministeriale vorrebbe mettere delle strette limitazioni a parlane in classe, solo dopo una certa età e dietro specifici accordi sulle attività e consensi dei genitori. Ma alcuni esperti come gli psicologi si schierano dal lato opposto. Cosa dicono? Pensano che non poter parlare liberamente di sessuo-affettività possa non darvi alcuni strumenti importanti per capire e gestire i cambiamenti fisici ed emotivi della crescita e delle relazioni interpersonali. Questo può aiutare a contrastare anche drammatici problemi come le violenze, ad esempio La scuola può aiutare? Certamente, insieme alle famiglie e le istituzioni, che devono collaborare al vostro benessere psico-sociale che comprende anche la sessualità Sai la cosa bella? Il dialogo su temi così delicati sembra molto positivo. Una indagine condotta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito dimostra che i comportamenti relazionali sarebbero migliorati del 68,5% in oltre 2300 scuole statali in cui sono state fatte attività su questioni di parità di genere, prevenzione della violenza con anche laboratori, seminari e campagne di sensibilizzazione Davvero figo, non trovi? Leggi anche le nostre pillole sulle MST.61
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28/11/2025Se ti “proteggi” abbassi il rischio di prendere una MST! #aogoi #mst #malattiesessualmentetrasmissibili
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06/01/2026Si aprono nuove possibilità di cura per i tumori del fegato, anche per quelli più difficili, fino ad ora non trattabili. L’opportunità è offerta da una terapia innovativa: un mix di chemioterapia e impulsi elettrici, capace di aggredire il tumore come maggiore efficacia. Questa “soluzione” è stata studiata, messa a punto e testata per la prima volta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, su un paziente, altrimenti non curabile con le tecniche e tecnologie attualmente disponibili, come la chirurgia più tradizionale, le ablazioni a radiofrequenza o le microonde. L’ettrochemioterapia, di per sé, non è nuova: è già stata testata in diverse neoplasie benigne e maligne e in funzione dei risultati ottenuti, oggi si valuta l’applicazione anche sul fegato, che è un tumore che ancora presenta dei bisogni terapeutici insoddisfatti, anche per la delicatezza dell’organo e la sua posizione, che potrebbe trovare una risposta nel prossimo futuro. La tecnica è minimamente invasiva: sfrutta degli elettrodi ad ago, che vengono inseriti nel fegato, i quali grazie a brevissimi impulsi elettrici “controllati”, riescono ad aprire dei minuscoli varchi nelle membrane cellulari di un tumore. Questo significa che il farmaco penetra con maggiore facilità nella lesione, arrivando ad essere molto più efficace. La chiave di volta sembra, dunque, essere propria questa “scarica di energia” importante. Per il paziente ci sarebbero dunque solo potenziali benefici e pochi rischi, perché gli esperti del Sant’Orsola garantiscono che la tecnica è assolutamente sicura. Il Policlinico di Bologna entra a fare parte dei pochi centri specialistici nazionali capaci di eseguire il trattamento su questo tipo di lesione.
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04/01/2026Nel 2025 l’andamento demografico in Italia conferma un ulteriore decremento del numero di nati, con un peggioramento rispetto ai dati già critici del 2024. Il fenomeno della denatalità è il risultato di una combinazione di fattori sociali, economici e sanitari, che incidono in modo significativo sulle scelte riproduttive. Dal punto di vista sanitario, si osserva come l’età media al primo figlio si sia progressivamente innalzata fino a circa 33 anni. Questo slittamento è legato, in larga parte, alla necessità di raggiungere una stabilità lavorativa ed economica prima di affrontare una gravidanza. L’aumento dell’età materna comporta tuttavia una maggiore probabilità di condizioni cliniche che possono interferire con la fertilità e la gravidanza, come endometriosi, fibromi uterini e altre patologie già presenti. Accanto agli aspetti sanitari, assumono un ruolo centrale i fattori socio-economici. Le politiche di sostegno alla famiglia risultano ancora insufficienti e necessitano di un rafforzamento strutturale. Il numero di nati annui, ormai estremamente ridotto, rappresenta una quota marginale della popolazione, ma proprio per questo potenzialmente più tutelabile attraverso interventi mirati. Tra le azioni prioritarie emergono: la garanzia di percorsi assistenziali gratuiti attraverso il Servizio Sanitario Pubblico, un adeguato accompagnamento durante la gravidanza e il post-partum, il supporto psicologico in presenza di criticità come il baby blues e l’introduzione di incentivi concreti a favore delle giovani coppie. L’attuale tasso di natalità colloca l’Italia in una posizione estremamente bassa nel ranking mondiale. In questo contesto, diventa necessario guardare a modelli europei virtuosi, come quello della Francia, che attraverso politiche sociali strutturate è riuscita a contrastare il calo demografico e a riportare la natalità su livelli più sostenibili. Affrontare la denatalità richiede una strategia integrata e di lungo periodo, capace di sostenere le famiglie, ridurre le disuguaglianze e creare condizioni favorevoli alla genitorialità.28
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.13
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31/12/2025
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.100735
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22/12/2025Lo stress in gravidanza avrebbe ripercussioni anche sulla crescita dei dentini dei bambini. Uno studio americano dell'Università di Rochester (Stati Uniti) condotto su 142 madri provenienti da diversi contesti socio-economici, incinte tra il 2017 e il 2022, avrebbe dimostrato che, specie in tarda gravidanza, avere alti livelli di ormoni legati allo stress, come il cortisolo, e avere avuto una diagnosi di ansia e/o depressione durante la gestazione, espone alla possibilità che i 20 denti da latte nei piccoli spuntino molto più precocemente. I bimbi, figli di queste mamme, sono stati monitorati con delle visite periodiche a uno, due, quattro, sei, 12, 18 e 24 mesi dalla nascita, e si è visto che rispettivamente a sei e dodici mesi di età, il 15% aveva tra uno e sei denti ed il 97,5% tra uno e dodici. Tutti entro i 18 mesi avevano tra tre e venti e a 24 mesi il 25% mostrava la dentatura completa. Di questi, 2,7% aveva avuto un picco improvviso della nascita dei dentini tra i 12 e i 18 mesi, a fronte degli altri in cui i dentini sono spuntati in modo più continuo. Questi dati hanno confermato che il cortisolo influenza l’attività di specifiche cellule (osteoblastiche e osteoclastiche), responsabili della formazione e del rimodellamento osseo e che lo stress prenatale può accelerare l’invecchiamento biologico nei bambini. Resta da capire quali ormoni materni o altre cause possono impattare sul momento di eruzione dei denti e come questa possa condizionare il processo di invecchiamento biologico dei piccoli. Informazioni utili per avviare strategie di prevenzione e monitoraggio della salute di mamma e bimbi. Meng Y, Yang R, Alomeir N et al. Prenatal maternal salivary hormones and timing of tooth eruption in early childhood: a prospective birth cohort study. Front. Oral Health, 2025, Sec. Oral Epidemiology, Volume 6 - 2025 | https://doi.org/10.3389/froh.2025.166381712
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17/12/2025Si conclude oggi il 100° Congresso della SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e delle società federate tra cui Aogoi. È stato un congresso nel segno dell'innovazione. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre si è svolto un Talk Show che ha coinvolto, oltre ai professionisti, anche la società civile: cinque Istituti secondari di secondo grado, per circa 250 studenti, associazioni di volontariato e istituzioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della ginecologia italiana di aprire un dialogo diretto costruendo spazi di ascolto e confronto.
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17/12/2025Si conclude oggi il 100° Congresso della SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e delle società federate tra cui Aogoi. È stato un congresso nel segno dell'innovazione. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre si è svolto un Talk Show che ha coinvolto, oltre ai professionisti, anche la società civile: cinque Istituti secondari di secondo grado, per circa 250 studenti, associazioni di volontariato e istituzioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della ginecologia italiana di aprire un dialogo diretto costruendo spazi di ascolto e confronto.
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15/12/2025È iniziato a Bari il 100° Congresso SIGO, insieme al 65° Congresso Aogoi e al 32° Congresso AGITE, uno degli eventi nazionali più rilevanti nel campo dell’ostetricia e della ginecologia. Con numeri importanti, 1.500 iscritti, 500 relatori e 200 corsi precongressuali, il congresso si conferma come un punto di riferimento per l’innovazione e l’aggiornamento scientifico. Grande spazio è dedicato anche al confronto con la società civile, coinvolgendo istituzioni, professionisti ed esperti, con un’attenzione particolare ai giovani e alla corretta informazione. I lavori proseguiranno fino a mercoledì 17 dicembre, con una sessione conclusiva dedicata alla responsabilità professionale.41
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10/12/2025Il 70% delle donne in gravidenza soffre, almeno nel primo trimestre, di nausea e vomito (NVP), anche con una sintomatologia importante che richiede in alcuni casi l’ospedalizzazione. Lo conferma un importante studio, chiamato PURITY-Extended condotto dalla SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia su 900 donne in gravidanza. Questi sintomi nel 40% delle future mamme persistono oltre il quinto mese, peggiorando la qualità della vita e aumentando il rischio di stati di ansia e depressione post partum. Oggi la NVP può essere controllata grazie all’assunzione associata di Doxilamina e Piridossina, una nuova terapia altamente efficace e sicura per la mamma e il bambino come dimostrano diversi studi. I benefici di questo trattamento sono molto maggiori quanto è iniziato precocemente, pertanto l’indicazione a tutte le donne è di parlarne con i propri medici di riferimento fin dalla comparsa dei primi sintomi così da potere avere la prescrizione, se necessario, e a richiedere di poter fare anche il PUQE Test e l’HELP Score, due semplici questionari che permettono di valutare dalla “viva voce” delle mamme l’intensità dei disturbi provati e altri aspetti, tra cui la debolezza, l’idratazione, l’alimentazione, l’assunzione di terapie orali così da ricevere il giusto trattamento e vivere la gravidanza con più serenità e maggiore benessere.171
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07/12/2025Da giugno 2025, in Lombardia è attiva la delibera 8245, che introduce azioni dedicate alla prevenzione, al riconoscimento e alla cura delle disfunzioni del pavimento pelvico nel periodo perinatale. Si tratta di problematiche che possono comparire durante la gravidanza o dopo il parto, a causa del peso del bambino e dello sforzo richiesto al corpo, fino a causare lacerazioni. Le conseguenze possono includere incontinenza, prolasso o difficoltà nei rapporti sessuali, con un impatto importante sulla qualità di vita e anche sulle scelte riproduttive future. La delibera fornisce indicazioni che partono già dal periodo preconcezionale e proseguono durante la gravidanza, attraverso semplici valutazioni che permettono di individuare le donne più a rischio. Chi presenta segni di vulnerabilità viene presa in carico da personale specializzato, sia in gravidanza sia dopo il parto, soprattutto in presenza di lacerazioni significative. Il percorso prevede controlli mirati e l’accesso ad ambulatori dedicati, dove ginecologi e ostetriche formati sul tema possono effettuare diagnosi accurate e proporre terapie riabilitative o, quando necessario, interventi chirurgici.Tutto questo dovrebbe essere offerto in tutta la regione, da tutti i punti nascita, con potenzialmente diversi livelli di cura. Chiaramente, le situazioni più gravi dovrebbero essere prese in carico dai centri dedicati.271
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07/12/2025Da giugno 2025, in Lombardia è attiva la delibera 8245, che introduce azioni dedicate alla prevenzione, al riconoscimento e alla cura delle disfunzioni del pavimento pelvico nel periodo perinatale. Si tratta di problematiche che possono comparire durante la gravidanza o dopo il parto, a causa del peso del bambino e dello sforzo richiesto al corpo, fino a causare lacerazioni. Le conseguenze possono includere incontinenza, prolasso o difficoltà nei rapporti sessuali, con un impatto importante sulla qualità di vita e anche sulle scelte riproduttive future. La delibera fornisce indicazioni che partono già dal periodo preconcezionale e proseguono durante la gravidanza, attraverso semplici valutazioni che permettono di individuare le donne più a rischio. Chi presenta segni di vulnerabilità viene presa in carico da personale specializzato, sia in gravidanza sia dopo il parto, soprattutto in presenza di lacerazioni significative. Il percorso prevede controlli mirati e l’accesso ad ambulatori dedicati, dove ginecologi e ostetriche formati sul tema possono effettuare diagnosi accurate e proporre terapie riabilitative o, quando necessario, interventi chirurgici.Tutto questo dovrebbe essere offerto in tutta la regione, da tutti i punti nascita, con potenzialmente diversi livelli di cura. Chiaramente, le situazioni più gravi dovrebbero essere prese in carico dai centri dedicati.51