EVENTI
FAD
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
IL TRAVAGLIO DI PARTO NATURALE E NOVITÀ SULL’INDUZIONE MEDICA DEL TRAVAGLIO
Linee Guida
Aogoi - Associazione dei Ginecologi Italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti
Primo Piano
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IniziativePrevenzione è Salute
Campagna nazionale di sensibilizzazione, educazione e screening promossa da Summeet e Inrete in collaborazione con
istituzioni sanitarie, società scientifiche, associazioni di pazienti e professionisti della salute. -
NotiziarioIMPORTANTE
Per la Polizza Sanitaria in convenzione con Aogoi, l’attivazione dell’opzione B non è più sottoscrivibile, in quanto sostituita dal sussidio SENIS B CN in Formula Single e dal sussidio SALUS LIGHT CN. Per info https://www.aogoi.it/tutela-legale/polizza-mba
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FormazioneFAD - Il travaglio di parto naturale e novità sull'induzione medica del travaglio
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
Responsabili scientifici: Prof. Antonio Chiàntera, Dr.ssa Elsa Viora
Crediti ECM : 6
Notiziario
- 30 gennaio - Con lo screening di routine, la vaccinazione contro l’Hpv può prevenire il cancro cervicale...
tutela legale
aogoi
Servizio riservato ai soci
Creato per tutelare gli associati nelle controversie giudiziarie legate alla professione
POLIZZE
PROFESSIONALI
POLIZZE
SANITARIE
Per i soci e familiari
- Sussidio SALUS A LIGHT Under 65
- Sussidio SENIS B CN (in Formula Single) Over 65 anni
FORMAZIONE A DISTANZA ECM
Per l’aggiornamento professionale del ginecologo e dei professionisti della salute della donna e della coppia
Corsi in evidenza
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Inizio: 18-02-2026 - Fine: 17-02-2027Formazione a distanza -Crediti ECM: 6.0Stato corso: Aperto
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Inizio: 31-07-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 4.5Stato corso: Chiuso
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Inizio: 01-03-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 24-01-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 12.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 10-12-2024 - Fine: 09-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 24.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 28-03-2024 - Fine: 27-03-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
Pubblicazioni
Canali Social AOGOI
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02/02/2026Si è costituita di recente la nuova Società Italiana Benessere Uomo (SIBU), che punta a cambiare la mentalità e l’approccio del maschio verso la propria salute, sempre in ritardo soprattutto sulla prevenzione, rispetto alla popolazione femminile, a causa di fattori sociali, storici, culturali che lo hanno portato a ritenersi più forte anche biologicamente. Un atteggiamento che ha fatto sì che in Italia si osservi negli uomini un’incidenza di cancro del 20% più alta rispetto alle donne e una mortalità superiore per questa causa del 40%. Obiettivo di SIBU è intercettare gli uomini, soprattutto coloro a maggiore rischio, prima dello sviluppo dei sintomi di malattia, promuovere screening salvavita e costruire reti di sensibilizzazione che partono dal territorio. Sarà impegno della Società ad esempio incentivare la popolazione maschile a rivolgere maggiore attenzione alla propria salute, intesa non come segno di debolezza o manifestazione di timori infondati, ma come “punto di forza” e scelta responsabile per mantenersi in buone condizioni generali. Tra gli impegni più importanti di SIBU ci saranno, inoltre, la promozione della ricerca clinica e scientifica, l’educazione e sensibilizzazione a sottoporsi agli screening oncologici, soprattutto per i tumori di prostata, polmone e colon-retto che restano i più diffusi nella popolazione maschile, ricordando che se diagnosticati precocemente sono trattabili efficacemente con nuove tecniche chirurgiche, chemioterapie e radioterapie anche di ultima generazione. Anello importantissimo sarà la promozione di corretti stili di vita, cioè buone abitudini alimentari, attività fisica regolare, giusti tempi dedicati riposo, con l’obiettivo di portare l’uomo e la donna a far coincidere la qualità con la durata della vita stessa, quanto più a lungo possibile. Mentre il divario tra questi due fattori è oggi, ancora molto distante.41
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01/02/2026Secondo l’ultima classificazione FIGO, i fibromi uterini di tipo 3 rivestono oggi un particolare interesse clinico, in quanto sembrano essere gli unici fibromi intramurali in grado di interferire in modo significativo con la fertilità. Si tratta di fibromi completamente intramurali che interessano la cavità uterina senza invaderla, una condizione relativamente rara. Tuttavia, diversi studi hanno evidenziato come fibromi di tipo 3 con dimensioni superiori ai 2 cm possano alterare l’impianto della blastocisti, determinando una riduzione dei tassi di gravidanza. Dal punto di vista terapeutico, il trattamento può avvenire tramite isteroscopia operativa, generalmente riservata a operatori con elevata esperienza e preferibilmente con utilizzo dell’ansa fredda, al fine di preservare il miometrio circostante e ridurre il rischio di aderenze intrauterine, che potrebbero compromettere ulteriormente la fertilità. In alternativa, tecniche innovative come la radiofrequenza per via transvaginale si sono dimostrate efficaci nel ridurre il volume dei fibromi, favorendone l’allontanamento dalla cavità uterina e limitandone l’impatto sulla fertilità. Un’ulteriore opzione è rappresentata dalla terapia medica con antagonisti, per la quale sono disponibili protocolli capaci di ridurre il volume del mioma fino al 47%, con conseguente attenuazione dell’effetto negativo dei fibromi di tipo 3 sulla fertilità.23
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28/01/2026📍 La prevenzione torna nelle piazze: riparte la campagna nazionale “Prevenzione è Salute” Dal 3 febbraio 2026, a partire da Palermo, prenderà il via un percorso che attraverserà l’Italia con 19 tappe dedicate a screening gratuiti, educazione alla salute e promozione di stili di vita sani. Un progetto che unisce istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e terzo settore con un obiettivo comune: rendere la prevenzione concreta, accessibile e vicina alle persone. Durante ogni tappa saranno presenti: 🫀 screening cardiovascolari e cardiometabolici 🩺 misurazioni cliniche di base (pressione, BMI, controlli metabolici) 👩⚕️ attenzione dedicata alla salute femminile 💬 consulenze specialistiche e momenti di informazione Perché la prevenzione non è solo un concetto, ma uno strumento reale per: - favorire la diagnosi precoce - migliorare la qualità di vita - contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario Portare la salute nelle piazze significa abbattere barriere, aumentare la consapevolezza e costruire una cultura della prevenzione condivisa. 👉 Scopri il calendario completo delle tappe: https://lnkd.in/eg_bTv_2
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28/01/2026Mantenere la bocca in salute, quindi perseguire una corretta igiene orale, è la prima forma di prevenzione, efficacissima e a basso costo, che abbassa il rischio di incontrare problematiche che riguardano sia bocca e genti, come carie e gengiviti, sia sistemiche che interessano cioè l’intero organismo, potenzialmente anche molto gravi. Infatti la proliferazione del batterio P. gingivalis, favorita dall’accumulo di placca per esempio può diffondere infiammazione in tutto l’organismo. Questo significa che chi soffre di malattie gengivali ha una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, soffrire di importanti eventi cardiovascolari come infarto o ictus, di manifestare malattie cognitive come il morbo di Alzheimer, artrite reumatoide e avere effetti avversi in gravidanza. Queste probabilità aumentano a causa di stili di vita poco sani, come stress, fumo, dieta sbilanciata e di diversi fattori, tra cui predisposizione ereditaria o altre malattie sistemiche. Una buona igiene orale può aiutare a ridurre sensibilmente questo rischio, con poche azioni pratiche: lavarsi i denti almeno 3 volte al giorno preferibilmente con uno spazzolino elettrico, utilizzare dentifricio fluorato e filo interdentale ogni giorno ed effettuare visite di controllo specialistiche con periodicità. Eppure gli italiani non danno sufficientemente attenzione alla salute della bocca e con questo obiettivo è nato Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica, di cui fanno parte due importanti università italiane e 10 società scientifiche di varia natura, che intende portare la prevenzione orale nel cuore anche nell’ambito di politiche di salute pubblica e sensibilizzare la popolazione che la bocca è una componente fondamentale della salute generale. Se ciò si realizzasse, gioverebbe anche la sistema sanitario, con meno costi assistenziali per la salute della bocca e per la gestione di malattie sistemiche e creniche correlate proprio alla cattiva salute orale.21
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26/01/2026I fibromi di tipo 3, secondo la classificazione FIGO, rappresentano una categoria di particolare rilevanza clinica perché sembrano essere gli unici fibromi intramurali in grado di interferire in modo significativo con la fertilità. Si tratta di fibromi totalmente intramurali che interessano la cavità uterina senza invaderla e che, soprattutto quando superano i 2 cm di diametro, possono alterare l’impianto della blastocisti e ridurre le probabilità di gravidanza. La gestione di questi fibromi richiede un’elevata specializzazione. L’isteroscopia operativa può essere indicata in casi selezionati e in centri esperti, preferibilmente con l’utilizzo dell’ansa fredda, per limitare il danno al miometrio e ridurre il rischio di aderenze intrauterine, che avrebbero un impatto negativo sulla fertilità. Accanto all’approccio chirurgico, sono disponibili strategie terapeutiche alternative: - la radiofrequenza per via transvaginale, che consente di ridurre il volume del fibroma e di aumentarne la distanza dalla cavità uterina; - la terapia medica con antagonisti, in grado di determinare una riduzione volumetrica del mioma fino al 47%, con conseguente attenuazione del suo effetto negativo sulla fertilità. Queste opzioni evidenziano come un approccio personalizzato e l’utilizzo di tecnologie innovative possano contribuire in modo significativo alla tutela della fertilità nelle pazienti con fibromi di tipo 3.593
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25/01/2026🎙️ È online il nuovo episodio del podcast “La Voce della Salute”, dedicato alla sessualità femminile: un tema centrale per il benessere della donna, che coinvolge corpo, ormoni, relazioni e qualità della vita in ogni fase dell’età. In questa puntata approfondiamo l’argomento insieme a due ospiti d’eccezione: 🔹 Dr.ssa Chiara Sabbadin, Commissione Endocrinologia Ginecologica AME – UOC di Endocrinologia, AOU di Padova 🔹 Dr.ssa Silvia Federici, Centro di Endocrinologia Ginecologica e Andrologica – Auxologico San Luca Dal loro confronto emergono nuove prospettive per dare ascolto al corpo femminile e promuovere una visione più consapevole e personalizzata della salute sessuale. Ascoltalo subito: https://lnkd.in/dhXbSECU51
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25/01/2026Uno studio prospettico di coorte condotto in Danimarca ha analizzato i tassi di occupazione delle persone transgender prima e dopo l’avvio delle cure di affermazione di genere, confrontandoli con quelli di controlli cisgender. L’occupazione è un fattore centrale per l’inclusione sociale e la qualità della vita, ma le persone transgender mostrano tassi occupazionali inferiori rispetto alla popolazione generale, anche in Italia. Le difficoltà di accesso al lavoro derivano da discriminazioni, ambienti ostili, problemi documentali, minori opportunità educative e segregazione occupazionale. Il campione danese comprendeva oltre 3800 persone transgender e circa 38.000 controlli, seguiti per più di quattro anni. In tutto il periodo di osservazione, le persone transgender presentavano redditi più bassi e tassi di occupazione inferiori. Il divario occupazionale aumentava nel tempo, sia per uomini sia per donne transgender. Età avanzata, disturbi mentali e uso di psicofarmaci erano associati a una minore probabilità di essere occupati. Negli uomini transgender, l’uso di terapia ormonale virilizzante risultava associato a migliori esiti occupazionali, effetto meno evidente nelle donne transgender. Nel complesso, lo studio evidenzia persistenti barriere strutturali nel mercato del lavoro. Ridurre il divario occupazionale richiede politiche inclusive e un cambiamento culturale volto a garantire pari opportunità indipendentemente dall’identità di genere.
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20/01/2026Secondo una recente revisione pubblicata sul British Medical Journal, non ci sono prove certe che l’uso di paracetamolo in gravidanza causi disturbi del neurosviluppo nei bambini, come autismo o ADHD. Lo studio ha analizzato nove revisioni precedenti, comprendenti 40 studi osservazionali, per capire se esistesse un legame tra esposizione prenatale al farmaco e problemi nello sviluppo neurologico. Sebbene alcune ricerche avessero trovato un’associazione statistica, gli esperti sottolineano che questi risultati potrebbero dipendere da fattori familiari o ambientali condivisi, come predisposizione genetica, salute mentale dei genitori o condizioni socioeconomiche, più che dall’effetto diretto del paracetamolo. Per ora, il paracetamolo resta il trattamento raccomandato per febbre e dolore in gravidanza, secondo EMA, MHRA e TGA. È importante usarlo solo alle dosi minime efficaci e per il minor tempo necessario. La sospensione ingiustificata del farmaco può infatti comportare rischi per madre e bambino. In sintesi, le evidenze disponibili indicano che il paracetamolo è sicuro in gravidanza se usato correttamente e non ci sono motivi per evitare il farmaco per paura di disturbi dello sviluppo nei figli.71
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18/01/2026Il “PNE - Programma nazionale esiti 2025” mostra che in Italia l’assistenza in gravidanza e durante il parto sta migliorando, anche se permangono differenze importanti tra le varie regioni. Negli ultimi anni il numero di parti con taglio cesareo è diminuito: dal 25% nel 2015 si è passati al 22% nel 2024. Si tratta di un passo avanti verso i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, che indicano come ideale una percentuale intorno al 15%. Tuttavia, il divario tra Nord e Sud del Paese resta evidente: nelle regioni settentrionali i valori sono più vicini agli standard, mentre in molte regioni del Sud il ricorso al cesareo supera ancora il 25%. L’Agenas evidenzia inoltre che il cesareo è meno frequente negli ospedali pubblici e in quelli con un alto numero di parti. Un altro dato positivo riguarda l’episiotomia, un intervento che oggi viene usato in modo molto più selettivo: in un solo anno la sua frequenza si è più che dimezzata, passando dal 24% al 9%. I dati indicano quindi un miglioramento generale, ma anche la necessità di continuare a investire per ridurre le differenze regionali e garantire a tutte le donne un’assistenza ostetrica di qualità, indipendentemente dal luogo di residenza.161
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17/01/2026Domenica 18 gennaio su SkyTg24 alle ore 09.35 all’interno della rubrica “Health”, una nuova puntata di “Pillole di ricerca” condotta dal prof. Andrea Grignolio. La storia di questa settimana è dedicata al fegato ed una patologia rara: la colangite biliare primitiva. “Per millenni il fegato – racconta Grignolio - è stato considerato il centro della vita stessa. Per gli antichi egizi era l‘organo dell’energia vitale e della “rigenerazione”. Aristotele lo riteneva la sede delle emozioni, mentre gli Aruspici Etrusco-Romani praticavano l’epatoscopia: leggevano nelle forme del fegato degli animali il destino di eserciti e imperatori. Il fegato entrò nella medicina moderna nel 1661, all’Università di Bologna, con Marcello Malpighi il primo a servirsi del microscopio per studiare il fegato con una precisione strabiliante. Un secolo dopo, Lazzaro Spallanzani spostò l’attenzione dalla struttura alla funzione e intuì che la bile emulsiona i grassi e permette la digestione. Anche grazie a queste scoperte, che oggi sappiamo cos’è la COLANGITE BILIARE PRIMITIVA: una malattia autoimmune rara, cronica del fegato, in cui il sistema immunitario attacca i piccoli dotti biliari che trasportano la bile verso l’intestino. In Italia vivono con questa patologia oltre 15.000 persone, soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni. Dopo molti anni senza innovazioni, la ricerca ha introdotto una molecola che rappresenta una svolta: si tratta di elafìbranor, un agonista duale che interviene su 2 recettori, che permette di ridurre l’infiammazione dei dotti biliari, migliora il blocco del flusso biliare e ha un’azione anti-fibrotica sul fegato. Per la sua innovatività ha ottenuto nel 2019 la designazione di “terapia innovativa” dall’agenzia del farmaco statunitense FDA.“ L’approfondimento in “Pillole di ricerca”, domenica ore 09.35 – “Health” SkyTtg 24, canale 50-100 e 50 del digitale terrestre.
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16/01/2026Il desiderio sessuale femminile è il risultato di un equilibrio complesso tra mente, corpo ed emozioni. Studi recenti mostrano che quando questo equilibrio si altera, possono comparire disagio psicologico e sintomi emotivi, spesso legati a una prevalenza di fattori che inibiscono il desiderio. Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) è la condizione più frequente nelle donne e riguarda una riduzione persistente dell’interesse sessuale, che dura almeno sei mesi e genera sofferenza personale. Non si tratta di mancanza di attrazione o di problemi di coppia “banali”, ma di una vera condizione clinica. Le ricerche evidenziano come il desiderio sia regolato da due forze: l’inibizione e l’eccitazione. Paure, autocritica, esperienze negative o disagio psicologico possono spegnerlo; al contrario, stimoli positivi, benessere fisico e relazionale possono riaccenderlo. Attraverso questionari specifici è possibile valutare questi meccanismi e distinguere diversi profili di funzionamento sessuale. È emerso che l’eccitazione ridotta è spesso legata anche a fattori ormonali, metabolici e alla durata della relazione. Un dato importante riguarda il trattamento: nelle donne con desiderio ridotto e bassa eccitazione, la terapia con testosterone può risultare più efficace. Questo conferma che il calo del desiderio non è solo “nella testa”, ma coinvolge più dimensioni della salute. La conclusione è chiara: il desiderio sessuale femminile va ascoltato, compreso e trattato con un approccio integrato, che coinvolga medici, psicologi e specialisti della salute sessuale.142
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14/01/2026L’American Cancer Society ha annunciato una novità importante per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (HPV): le donne con un rischio non elevato possono ora fare il test di screening anche da casa, senza recarsi in ambulatorio. Questo nuovo esame, approvato a maggio dall’ente regolatorio statunitense (FDA), prevede l’uso di un semplice tampone vaginale che viene poi spedito a un laboratorio autorizzato per l’analisi. Secondo gli esperti, questa possibilità potrebbe aiutare più donne a sottoporsi ai controlli. Negli Stati Uniti, infatti, circa una donna su due che sviluppa un tumore del collo dell’utero non aveva fatto alcun test di screening negli ultimi dieci anni. Uno dei motivi principali è il disagio legato all’esame tradizionale, che richiede l’uso dello speculum durante la visita ginecologica. Le nuove linee guida spiegano che l’esame in ambulatorio resta il metodo migliore, ma riconoscono che il tampone fatto a casa è comunque un’alternativa valida. Se il risultato del test domiciliare è negativo, l’esame va ripetuto dopo tre anni; se invece si utilizza il test tradizionale in ambulatorio, il controllo può essere ripetuto ogni cinque anni. L’American Cancer Society raccomanda di iniziare lo screening a 25 anni e di eseguire un test per l’HPV ad alto rischio ogni cinque anni fino ai 65 anni. Dopo questa età, se gli ultimi controlli sono stati negativi, è possibile sospendere lo screening. Gli esperti ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione contro l’HPV: se effettuata prima dei 17 anni, può ridurre fino al 90% il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.343
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02/02/2026Nasce la Società Italiana Benessere Uomo (SIBU) con un obiettivo chiaro: 👉 cambiare il modo in cui gli uomini si prendono cura della propria salute. In Italia la popolazione maschile arriva spesso in ritardo sulla prevenzione, anche a causa di fattori culturali che hanno alimentato l’idea di una presunta “maggiore forza” biologica. Il risultato? 📊 un’incidenza di cancro più alta del 20% 📊 una mortalità superiore del 40% rispetto alle donne. SIBU vuole intercettare il rischio prima dei sintomi, promuovere screening salvavita e costruire reti di sensibilizzazione sul territorio, ricordando che prendersi cura di sé non è debolezza, ma una scelta di responsabilità e forza. 💪 Ricerca scientifica, diagnosi precoce (prostata, polmone, colon-retto) e corretti stili di vita — alimentazione sana, attività fisica, giusto riposo — sono i pilastri per avvicinare qualità e durata della vita, oggi ancora troppo distanti. La prevenzione è il primo passo. 🩺
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29/01/2026📍 La prevenzione torna nelle piazze: riparte la campagna nazionale “Prevenzione è Salute” Dal 3 febbraio 2026, a partire da Palermo, prenderà il via un percorso che attraverserà l’Italia con 19 tappe dedicate a screening gratuiti, educazione alla salute e promozione di stili di vita sani. Un progetto che unisce istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e terzo settore con un obiettivo comune: rendere la prevenzione concreta, accessibile e vicina alle persone. Durante ogni tappa saranno presenti: 🫀 screening cardiovascolari e cardiometabolici 🩺 misurazioni cliniche di base (pressione, BMI, controlli metabolici) 👩⚕️ attenzione dedicata alla salute femminile 💬 consulenze specialistiche e momenti di informazione Perché la prevenzione non è solo un concetto, ma uno strumento reale per: - favorire la diagnosi precoce - migliorare la qualità di vita - contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario Portare la salute nelle piazze significa abbattere barriere, aumentare la consapevolezza e costruire una cultura della prevenzione condivisa. 👉 Scopri il calendario completo delle tappe: https://lnkd.in/eg_bTv_2
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28/01/2026Ti senti come molti giovani in “eco-ansia”, preoccupato delle sorte del pianeta e convinto che bisogna fare davvero qualcosa di concreto e importante per difenderlo? Una indagine condotta fra 2.500 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 34 anni, attesta che vi sentite generalmente una “generazione green”, ma che tuttavia non sa bene non sapete come concretizzare il vostro pensiero idi tutela dell’ambiente con azioni corrette. Vi preoccupa la dispersione delle plastiche, ad esempio, ma quando è il momento di smaltirla iniziano i guai! Certo sapete tutti (o quasi) che bottiglie e flaconi vanno svuotati e schiacciati prima di essere buttati nella plastica o che al vasetto di yogurt, oltra a lavarlo prima, va tolta la linguetta che è in allumino. Facile fino a qui! Ma il polistirolo?!che fare? Va smaltito nella plastica, non nell’indifferenziata e i giocattoli in plastica? Quelli vanno buttati nella raccolta generica. Ma sono soprattutto gli oggetti o le confezioni composte da più elementi che destano confusione. Per sbrigliare la matassa, dove vi informate? Sui social network, in prevalenza, o sui siti web e portali di informazione, ma molti vorrebbero avere adeguate indicazioni base da scuola e università, anche tramite campagne di sensibilizzazione e educazionali, e in famiglia. Non ultimo sono fonte di notizie anche gli influencer specializzati in tematiche ambientali, e i canali più tradizionali come radio e tv. Altro aspetto che vi fa onore è la vostra attenzione alla sostenibilità! Ad esempio acquistate di preferenza prodotti che abbiano un packaging, cioè una confezione, prodotta con tecniche sostenibili, che sia riciclabile o già riciclata. Quindi? Il vostro interesse e sensibilità eco-green deve essere accompagnata dall’impegno di noi adulti a sviluppare percorsi di educazione continua, dentro e fuori la scuola, per trasformare la vostra buona volontà in comportamenti efficaci e consapevoli, a beneficio dell’ambiente e del futuro di tutti.
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27/01/2026Quest’anno passa meno tempo sui social e socializza di più “in presenza”: esci con i tuoi amici, sviluppa nuove relazioni, renditi curioso del mondo che ti circonda. È importantissimo non solo per apprendere cose nuove, per confrontarti con i tuoi coetanei ma anche per promuovere lo sviluppo del cervello sociale. Ne hai mai sentito parlare? Fisicamente, il cervello sociale si trova in specifiche aree come la corteccia prefrontale mediale, la corteccia cingolata anteriore e l'amigdala, e funziona come una rete che permette di comprendere e considerare l’opinione degli altri, di interpretare le emozioni tue e dei tuoi amici e di cercare opportunità per creare nuovi legami. Dedicarsi alla promozione del cervello sociale è importantissimo! Alcuni studi sembrano dimostrare che quanto più è protratto l’isolamento in età adolescenziale, come quello che potrebbe essere generato solo da relazioni virtuali, potrebbe avere importanti ripercussioni sullo sviluppo del cervello nella crescita e in età adulta. Ad esempio? L’isolamento sociale sembra favorire un aumento dell’ansia e ma anche della dipendenza, e studi condotti in laboratorio su tipi hanno fatto vedere che stare troppo soli, causa delle alterazioni a livello della struttura cerebrale, quindi con problemi a livello cognitivo e di socializzazione. Il nostro consiglio? Sfrutta questa età d’oro per la mente, poiché l’interazione sociale al di fuori della famiglia in età adolescenziale è ancora più importante che nell’infanzia
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25/01/2026Uno studio prospettico di coorte condotto in Danimarca ha analizzato i tassi di occupazione delle persone transgender prima e dopo l’avvio delle cure di affermazione di genere, confrontandoli con quelli di controlli cisgender. L’occupazione è un fattore centrale per l’inclusione sociale e la qualità della vita, ma le persone transgender mostrano tassi occupazionali inferiori rispetto alla popolazione generale, anche in Italia. Le difficoltà di accesso al lavoro derivano da discriminazioni, ambienti ostili, problemi documentali, minori opportunità educative e segregazione occupazionale. Il campione danese comprendeva oltre 3800 persone transgender e circa 38.000 controlli, seguiti per più di quattro anni. In tutto il periodo di osservazione, le persone transgender presentavano redditi più bassi e tassi di occupazione inferiori. Il divario occupazionale aumentava nel tempo, sia per uomini sia per donne transgender. Età avanzata, disturbi mentali e uso di psicofarmaci erano associati a una minore probabilità di essere occupati. Negli uomini transgender, l’uso di terapia ormonale virilizzante risultava associato a migliori esiti occupazionali, effetto meno evidente nelle donne transgender. Nel complesso, lo studio evidenzia persistenti barriere strutturali nel mercato del lavoro. Ridurre il divario occupazionale richiede politiche inclusive e un cambiamento culturale volto a garantire pari opportunità indipendentemente dall’identità di genere.
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20/01/2026Secondo una recente revisione pubblicata sul British Medical Journal, non ci sono prove certe che l’uso di paracetamolo in gravidanza causi disturbi del neurosviluppo nei bambini, come autismo o ADHD. Lo studio ha analizzato nove revisioni precedenti, comprendenti 40 studi osservazionali, per capire se esistesse un legame tra esposizione prenatale al farmaco e problemi nello sviluppo neurologico. Sebbene alcune ricerche avessero trovato un’associazione statistica, gli esperti sottolineano che questi risultati potrebbero dipendere da fattori familiari o ambientali condivisi, come predisposizione genetica, salute mentale dei genitori o condizioni socioeconomiche, più che dall’effetto diretto del paracetamolo. Per ora, il paracetamolo resta il trattamento raccomandato per febbre e dolore in gravidanza, secondo EMA, MHRA e TGA. È importante usarlo solo alle dosi minime efficaci e per il minor tempo necessario. La sospensione ingiustificata del farmaco può infatti comportare rischi per madre e bambino. In sintesi, le evidenze disponibili indicano che il paracetamolo è sicuro in gravidanza se usato correttamente e non ci sono motivi per evitare il farmaco per paura di disturbi dello sviluppo nei figli.121
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18/01/2026Il “PNE - Programma nazionale esiti 2025” mostra che in Italia l’assistenza in gravidanza e durante il parto sta migliorando, anche se permangono differenze importanti tra le varie regioni. Negli ultimi anni il numero di parti con taglio cesareo è diminuito: dal 25% nel 2015 si è passati al 22% nel 2024. Si tratta di un passo avanti verso i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, che indicano come ideale una percentuale intorno al 15%. Tuttavia, il divario tra Nord e Sud del Paese resta evidente: nelle regioni settentrionali i valori sono più vicini agli standard, mentre in molte regioni del Sud il ricorso al cesareo supera ancora il 25%. L’Agenas evidenzia inoltre che il cesareo è meno frequente negli ospedali pubblici e in quelli con un alto numero di parti. Un altro dato positivo riguarda l’episiotomia, un intervento che oggi viene usato in modo molto più selettivo: in un solo anno la sua frequenza si è più che dimezzata, passando dal 24% al 9%. I dati indicano quindi un miglioramento generale, ma anche la necessità di continuare a investire per ridurre le differenze regionali e garantire a tutte le donne un’assistenza ostetrica di qualità, indipendentemente dal luogo di residenza.201
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17/01/2026Domenica 18 gennaio su SkyTg24 alle ore 09.35 all’interno della rubrica “Health”, una nuova puntata di “Pillole di ricerca” condotta dal prof. Andrea Grignolio. La storia di questa settimana è dedicata al fegato ed una patologia rara: la colangite biliare primitiva. “Per millenni il fegato – racconta Grignolio - è stato considerato il centro della vita stessa. Per gli antichi egizi era l‘organo dell’energia vitale e della “rigenerazione”. Aristotele lo riteneva la sede delle emozioni, mentre gli Aruspici Etrusco-Romani praticavano l’epatoscopia: leggevano nelle forme del fegato degli animali il destino di eserciti e imperatori. Il fegato entrò nella medicina moderna nel 1661, all’Università di Bologna, con Marcello Malpighi il primo a servirsi del microscopio per studiare il fegato con una precisione strabiliante. Un secolo dopo, Lazzaro Spallanzani spostò l’attenzione dalla struttura alla funzione e intuì che la bile emulsiona i grassi e permette la digestione. Anche grazie a queste scoperte, che oggi sappiamo cos’è la COLANGITE BILIARE PRIMITIVA: una malattia autoimmune rara, cronica del fegato, in cui il sistema immunitario attacca i piccoli dotti biliari che trasportano la bile verso l’intestino. In Italia vivono con questa patologia oltre 15.000 persone, soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni. Dopo molti anni senza innovazioni, la ricerca ha introdotto una molecola che rappresenta una svolta: si tratta di elafìbranor, un agonista duale che interviene su 2 recettori, che permette di ridurre l’infiammazione dei dotti biliari, migliora il blocco del flusso biliare e ha un’azione anti-fibrotica sul fegato. Per la sua innovatività ha ottenuto nel 2019 la designazione di “terapia innovativa” dall’agenzia del farmaco statunitense FDA.“ L’approfondimento in “Pillole di ricerca”, domenica ore 09.35 – “Health” SkyTtg 24, canale 50-100 e 50 del digitale terrestre.
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16/01/2026Il desiderio sessuale femminile è il risultato di un equilibrio complesso tra mente, corpo ed emozioni. Studi recenti mostrano che quando questo equilibrio si altera, possono comparire disagio psicologico e sintomi emotivi, spesso legati a una prevalenza di fattori che inibiscono il desiderio. Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) è la condizione più frequente nelle donne e riguarda una riduzione persistente dell’interesse sessuale, che dura almeno sei mesi e genera sofferenza personale. Non si tratta di mancanza di attrazione o di problemi di coppia “banali”, ma di una vera condizione clinica. Le ricerche evidenziano come il desiderio sia regolato da due forze: l’inibizione e l’eccitazione. Paure, autocritica, esperienze negative o disagio psicologico possono spegnerlo; al contrario, stimoli positivi, benessere fisico e relazionale possono riaccenderlo. Attraverso questionari specifici è possibile valutare questi meccanismi e distinguere diversi profili di funzionamento sessuale. È emerso che l’eccitazione ridotta è spesso legata anche a fattori ormonali, metabolici e alla durata della relazione. Un dato importante riguarda il trattamento: nelle donne con desiderio ridotto e bassa eccitazione, la terapia con testosterone può risultare più efficace. Questo conferma che il calo del desiderio non è solo “nella testa”, ma coinvolge più dimensioni della salute. La conclusione è chiara: il desiderio sessuale femminile va ascoltato, compreso e trattato con un approccio integrato, che coinvolga medici, psicologi e specialisti della salute sessuale.11
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14/01/2026L’American Cancer Society ha annunciato una novità importante per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (HPV): le donne con un rischio non elevato possono ora fare il test di screening anche da casa, senza recarsi in ambulatorio. Questo nuovo esame, approvato a maggio dall’ente regolatorio statunitense (FDA), prevede l’uso di un semplice tampone vaginale che viene poi spedito a un laboratorio autorizzato per l’analisi. Secondo gli esperti, questa possibilità potrebbe aiutare più donne a sottoporsi ai controlli. Negli Stati Uniti, infatti, circa una donna su due che sviluppa un tumore del collo dell’utero non aveva fatto alcun test di screening negli ultimi dieci anni. Uno dei motivi principali è il disagio legato all’esame tradizionale, che richiede l’uso dello speculum durante la visita ginecologica. Le nuove linee guida spiegano che l’esame in ambulatorio resta il metodo migliore, ma riconoscono che il tampone fatto a casa è comunque un’alternativa valida. Se il risultato del test domiciliare è negativo, l’esame va ripetuto dopo tre anni; se invece si utilizza il test tradizionale in ambulatorio, il controllo può essere ripetuto ogni cinque anni. L’American Cancer Society raccomanda di iniziare lo screening a 25 anni e di eseguire un test per l’HPV ad alto rischio ogni cinque anni fino ai 65 anni. Dopo questa età, se gli ultimi controlli sono stati negativi, è possibile sospendere lo screening. Gli esperti ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione contro l’HPV: se effettuata prima dei 17 anni, può ridurre fino al 90% il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.171
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10/01/2026Domenica 11 gennaio è in onda la nuova puntata di “Pillole di ricerca”, il programma di SkyTg24 condotto dal prof. Andre Grignolio (“Health”: ore 9.35). In questo episodio si parla di “HIV – AIDS e malattie sessualmente trasmesse”. La storia oggi parte dal 22 aprile 1519, quando il conquistatore spagnolo Hernán Cortés sbarca in Messico con 500 soldati. Le malattie infettive degli europei uccideranno 19 milioni di indios, ma le popolazioni locali trasmisero agli spagnoli la sifilide: è la prima malattia sessualmente trasmissibile a distribuirsi in Europa. La sifilide divenne la malattia immorale, dello stigma e dei reietti. Lo stesso errore lo abbiamo commesso negli anni 80 con l’AIDS. Avere l’AIDS era una condanna: si moriva entro 1 anno dall’infezione e i pazienti erano vittime di pregiudizi e marginalizzazione. A fine degli anni 90 si ammalò anche Freddie Mercury, il cantante inglese dei Queen, il primo VIP europeo ad avere l’AIDS che dichiarò la malattia solo il giorno prima di morire, lo stigma era insopportabile. Ma straordinariamente un’aristocratica e un immunologo cambiarono la percezione di questa malattia: le immagini di Lady Diana che nel 1987 visitava gli ospedali londinesi abbracciando i malati di AIDS; e il bacio sulla bocca che il professor Ferdinando Aiuti diede a Rosaria Iardino, una ragazza sieropositiva di 25 anni, fecero il giro del mondo, diventando un’icona della lotta contro la disinformazione e il pregiudizio. Oggi abbiamo potenti farmaci che bloccano la malattia, parliamo della rivoluzione della PrEP: farmaci Pre-Esposizione per prevenire l'infezione da HIV. La nuova puntata di “Pillole di ricerca” è in onda domenica 11 gennaio all’interno di “Health” dalle ore 9.35 su SkyTg24. Fruibile sulla piattaforma Sky canali 100 e 500 e sul digitale terrestre canale 50 e in streaming su tg24.sky.it
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07/01/2026Dedicati o pratica più sport. Se svolgi attività fisica con regolarità, ancora meglio “in squadra”, potenzi la salute, migliori l’autostima e la tua capacità di relazionarti con gli altri. A dirlo è una autorità: l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che raccomanda di praticare un’attività fisica quotidianamente e che sia di intensità moderata-vigorosa per almeno un’ora, soprattutto dai 3 e i 17 anni. Negli adolescenti, come se tu, lo sport aiuta anche a difendersi da dipendenze malsane e isolamento. Se cominci molto presto a fare sport, i benefici con si consolidano nel tempo. Ma non temere! Sei giovane e hai tempo per “recuperare” il tempo perso, se sei un sedentario cronico. Anzi fatti buon promotore dell’importanza di praticare una attività fisica e parla con il tuoi amici del perché fra voi giovani è così diffuso il dropout sportivo. Non sai di che si tratta? È l’abbandono dello sport nella fase di passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale e adulta, quando un po’ di pratica fisica può essere un’esperienza molto formativa, se vissuta bene, con testa, gambe e cuore! E non ti scordare: insieme a fare sport, mangia sano, di qualità e persegui sili di vita salutari. Pietre miliari per il tuo benessere presente e futuro!
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03/02/2026Nel corso della sessione AOGOI tenutasi durante il 100° Congresso SIGO, sono stati affrontati temi di grande rilevanza in ambito medico-legale. Particolare attenzione è stata dedicata alla telemedicina come nuova prospettiva nel rapporto medico–paziente: una risorsa capace di superare le distanze, ma che presenta ancora criticità legate sia agli aspetti tecnici sia alla necessità di una formazione adeguata, auspicabilmente già a partire dal percorso universitario. Ampio spazio è stato riservato al ruolo del direttore dell’Unità Operativa Complessa, con un approfondimento sui profili di responsabilità che vanno dalla culpa in vigilando alla negligenza nella corretta individuazione, all’interno dell’équipe, dei professionisti più idonei per competenza ed esperienza nel singolo caso clinico. Tra i temi centrali del contenzioso medico-legale è stato analizzato il parto intrapartum, riconosciuto come l’evento avverso più frequente, insieme al percorso di accompagnamento alla nascita e alle problematiche legate alle sindromi feto-alcoliche, spesso correlate a una non corretta valutazione clinica. Infine, sono state approfondite le responsabilità del dirigente medico nell’ambito della giurisdizione della Corte dei Conti. In tale contesto, l’ufficio legale AOGOI ha evidenziato come la prevenzione del rischio di responsabilità erariale passi attraverso la segnalazione tempestiva delle disfunzioni e il supporto delle società scientifiche nell’individuazione e nella risoluzione delle criticità in ambito ostetrico-ginecologico.
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02/02/2026Si è costituita di recente la nuova Società Italiana Benessere Uomo (SIBU), che punta a cambiare la mentalità e l’approccio del maschio verso la propria salute, sempre in ritardo soprattutto sulla prevenzione, rispetto alla popolazione femminile, a causa di fattori sociali, storici, culturali che lo hanno portato a ritenersi più forte anche biologicamente. Un atteggiamento che ha fatto sì che in Italia si osservi negli uomini un’incidenza di cancro del 20% più alta rispetto alle donne e una mortalità superiore per questa causa del 40%. Obiettivo di SIBU è intercettare gli uomini, soprattutto coloro a maggiore rischio, prima dello sviluppo dei sintomi di malattia, promuovere screening salvavita e costruire reti di sensibilizzazione che partono dal territorio. Sarà impegno della Società ad esempio incentivare la popolazione maschile a rivolgere maggiore attenzione alla propria salute, intesa non come segno di debolezza o manifestazione di timori infondati, ma come “punto di forza” e scelta responsabile per mantenersi in buone condizioni generali. Tra gli impegni più importanti di SIBU ci saranno, inoltre, la promozione della ricerca clinica e scientifica, l’educazione e sensibilizzazione a sottoporsi agli screening oncologici, soprattutto per i tumori di prostata, polmone e colon-retto che restano i più diffusi nella popolazione maschile, ricordando che se diagnosticati precocemente sono trattabili efficacemente con nuove tecniche chirurgiche, chemioterapie e radioterapie anche di ultima generazione. Anello importantissimo sarà la promozione di corretti stili di vita, cioè buone abitudini alimentari, attività fisica regolare, giusti tempi dedicati riposo, con l’obiettivo di portare l’uomo e la donna a far coincidere la qualità con la durata della vita stessa, quanto più a lungo possibile. Mentre il divario tra questi due fattori è oggi, ancora molto distante.62
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01/02/2026Secondo l’ultima classificazione FIGO, i fibromi uterini di tipo 3 rivestono oggi un particolare interesse clinico, in quanto sembrano essere gli unici fibromi intramurali in grado di interferire in modo significativo con la fertilità. Si tratta di fibromi completamente intramurali che interessano la cavità uterina senza invaderla, una condizione relativamente rara. Tuttavia, diversi studi hanno evidenziato come fibromi di tipo 3 con dimensioni superiori ai 2 cm possano alterare l’impianto della blastocisti, determinando una riduzione dei tassi di gravidanza. Dal punto di vista terapeutico, il trattamento può avvenire tramite isteroscopia operativa, generalmente riservata a operatori con elevata esperienza e preferibilmente con utilizzo dell’ansa fredda, al fine di preservare il miometrio circostante e ridurre il rischio di aderenze intrauterine, che potrebbero compromettere ulteriormente la fertilità. In alternativa, tecniche innovative come la radiofrequenza per via transvaginale si sono dimostrate efficaci nel ridurre il volume dei fibromi, favorendone l’allontanamento dalla cavità uterina e limitandone l’impatto sulla fertilità. Un’ulteriore opzione è rappresentata dalla terapia medica con antagonisti, per la quale sono disponibili protocolli capaci di ridurre il volume del mioma fino al 47%, con conseguente attenuazione dell’effetto negativo dei fibromi di tipo 3 sulla fertilità.
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28/01/2026📍 La prevenzione torna nelle piazze: riparte la campagna nazionale “Prevenzione è Salute” Dal 3 febbraio 2026, a partire da Palermo, prenderà il via un percorso che attraverserà l’Italia con 19 tappe dedicate a screening gratuiti, educazione alla salute e promozione di stili di vita sani. Un progetto che unisce istituzioni, società scientifiche, associazioni di pazienti e terzo settore con un obiettivo comune: rendere la prevenzione concreta, accessibile e vicina alle persone. Durante ogni tappa saranno presenti: 🫀 screening cardiovascolari e cardiometabolici 🩺 misurazioni cliniche di base (pressione, BMI, controlli metabolici) 👩⚕️ attenzione dedicata alla salute femminile 💬 consulenze specialistiche e momenti di informazione Perché la prevenzione non è solo un concetto, ma uno strumento reale per: - favorire la diagnosi precoce - migliorare la qualità di vita - contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario Portare la salute nelle piazze significa abbattere barriere, aumentare la consapevolezza e costruire una cultura della prevenzione condivisa. 👉 Scopri il calendario completo delle tappe: https://prevenzionesalute.net/
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28/01/2026Mantenere la bocca in salute, quindi perseguire una corretta igiene orale, è la prima forma di prevenzione, efficacissima e a basso costo, che abbassa il rischio di incontrare problematiche che riguardano sia bocca e genti, come carie e gengiviti, sia sistemiche che interessano cioè l’intero organismo, potenzialmente anche molto gravi. Infatti la proliferazione del batterio P. gingivalis, favorita dall’accumulo di placca per esempio può diffondere infiammazione in tutto l’organismo. Questo significa che chi soffre di malattie gengivali ha una maggiore probabilità di sviluppare il diabete, soffrire di importanti eventi cardiovascolari come infarto o ictus, di manifestare malattie cognitive come il morbo di Alzheimer, artrite reumatoide e avere effetti avversi in gravidanza. Queste probabilità aumentano a causa di stili di vita poco sani, come stress, fumo, dieta sbilanciata e di diversi fattori, tra cui predisposizione ereditaria o altre malattie sistemiche. Una buona igiene orale può aiutare a ridurre sensibilmente questo rischio, con poche azioni pratiche: lavarsi i denti almeno 3 volte al giorno preferibilmente con uno spazzolino elettrico, utilizzare dentifricio fluorato e filo interdentale ogni giorno ed effettuare visite di controllo specialistiche con periodicità. Eppure gli italiani non danno sufficientemente attenzione alla salute della bocca e con questo obiettivo è nato Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica, di cui fanno parte due importanti università italiane e 10 società scientifiche di varia natura, che intende portare la prevenzione orale nel cuore anche nell’ambito di politiche di salute pubblica e sensibilizzare la popolazione che la bocca è una componente fondamentale della salute generale. Se ciò si realizzasse, gioverebbe anche la sistema sanitario, con meno costi assistenziali per la salute della bocca e per la gestione di malattie sistemiche e creniche correlate proprio alla cattiva salute orale.
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26/01/2026I fibromi di tipo 3, secondo la classificazione FIGO, rappresentano una categoria di particolare rilevanza clinica perché sembrano essere gli unici fibromi intramurali in grado di interferire in modo significativo con la fertilità. Si tratta di fibromi totalmente intramurali che interessano la cavità uterina senza invaderla e che, soprattutto quando superano i 2 cm di diametro, possono alterare l’impianto della blastocisti e ridurre le probabilità di gravidanza. La gestione di questi fibromi richiede un’elevata specializzazione. L’isteroscopia operativa può essere indicata in casi selezionati e in centri esperti, preferibilmente con l’utilizzo dell’ansa fredda, per limitare il danno al miometrio e ridurre il rischio di aderenze intrauterine, che avrebbero un impatto negativo sulla fertilità. Accanto all’approccio chirurgico, sono disponibili strategie terapeutiche alternative: - la radiofrequenza per via transvaginale, che consente di ridurre il volume del fibroma e di aumentarne la distanza dalla cavità uterina; - la terapia medica con antagonisti, in grado di determinare una riduzione volumetrica del mioma fino al 47%, con conseguente attenuazione del suo effetto negativo sulla fertilità. Queste opzioni evidenziano come un approccio personalizzato e l’utilizzo di tecnologie innovative possano contribuire in modo significativo alla tutela della fertilità nelle pazienti con fibromi di tipo 3.211
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25/01/2026🎙️ È online il nuovo episodio del podcast “La Voce della Salute”, dedicato alla sessualità femminile: un tema centrale per il benessere della donna, che coinvolge corpo, ormoni, relazioni e qualità della vita in ogni fase dell’età. In questa puntata approfondiamo l’argomento insieme a due ospiti d’eccezione: 🔹 Dr.ssa Chiara Sabbadin, Commissione Endocrinologia Ginecologica AME – UOC di Endocrinologia, AOU di Padova 🔹 Dr.ssa Silvia Federici, Centro di Endocrinologia Ginecologica e Andrologica – Auxologico San Luca Dal loro confronto emergono nuove prospettive per dare ascolto al corpo femminile e promuovere una visione più consapevole e personalizzata della salute sessuale.
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25/01/2026Uno studio prospettico di coorte condotto in Danimarca ha analizzato i tassi di occupazione delle persone transgender prima e dopo l’avvio delle cure di affermazione di genere, confrontandoli con quelli di controlli cisgender. L’occupazione è un fattore centrale per l’inclusione sociale e la qualità della vita, ma le persone transgender mostrano tassi occupazionali inferiori rispetto alla popolazione generale, anche in Italia. Le difficoltà di accesso al lavoro derivano da discriminazioni, ambienti ostili, problemi documentali, minori opportunità educative e segregazione occupazionale. Il campione danese comprendeva oltre 3800 persone transgender e circa 38.000 controlli, seguiti per più di quattro anni. In tutto il periodo di osservazione, le persone transgender presentavano redditi più bassi e tassi di occupazione inferiori. Il divario occupazionale aumentava nel tempo, sia per uomini sia per donne transgender. Età avanzata, disturbi mentali e uso di psicofarmaci erano associati a una minore probabilità di essere occupati. Negli uomini transgender, l’uso di terapia ormonale virilizzante risultava associato a migliori esiti occupazionali, effetto meno evidente nelle donne transgender. Nel complesso, lo studio evidenzia persistenti barriere strutturali nel mercato del lavoro. Ridurre il divario occupazionale richiede politiche inclusive e un cambiamento culturale volto a garantire pari opportunità indipendentemente dall’identità di genere.41
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20/01/2026Secondo una recente revisione pubblicata sul British Medical Journal, non ci sono prove certe che l’uso di paracetamolo in gravidanza causi disturbi del neurosviluppo nei bambini, come autismo o ADHD. Lo studio ha analizzato nove revisioni precedenti, comprendenti 40 studi osservazionali, per capire se esistesse un legame tra esposizione prenatale al farmaco e problemi nello sviluppo neurologico. Sebbene alcune ricerche avessero trovato un’associazione statistica, gli esperti sottolineano che questi risultati potrebbero dipendere da fattori familiari o ambientali condivisi, come predisposizione genetica, salute mentale dei genitori o condizioni socioeconomiche, più che dall’effetto diretto del paracetamolo. Per ora, il paracetamolo resta il trattamento raccomandato per febbre e dolore in gravidanza, secondo EMA, MHRA e TGA. È importante usarlo solo alle dosi minime efficaci e per il minor tempo necessario. La sospensione ingiustificata del farmaco può infatti comportare rischi per madre e bambino. In sintesi, le evidenze disponibili indicano che il paracetamolo è sicuro in gravidanza se usato correttamente e non ci sono motivi per evitare il farmaco per paura di disturbi dello sviluppo nei figli.91
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18/01/2026Domenica 18 gennaio su SkyTg24 alle ore 09.35 all’interno della rubrica “Health”, una nuova puntata di “Pillole di ricerca” condotta dal prof. Andrea Grignolio. La storia di questa settimana è dedicata al fegato ed una patologia rara: la colangite biliare primitiva. “Per millenni il fegato – racconta Grignolio - è stato considerato il centro della vita stessa. Per gli antichi egizi era l‘organo dell’energia vitale e della “rigenerazione”. Aristotele lo riteneva la sede delle emozioni, mentre gli Aruspici Etrusco-Romani praticavano l’epatoscopia: leggevano nelle forme del fegato degli animali il destino di eserciti e imperatori. Il fegato entrò nella medicina moderna nel 1661, all’Università di Bologna, con Marcello Malpighi il primo a servirsi del microscopio per studiare il fegato con una precisione strabiliante. Un secolo dopo, Lazzaro Spallanzani spostò l’attenzione dalla struttura alla funzione e intuì che la bile emulsiona i grassi e permette la digestione. Anche grazie a queste scoperte, che oggi sappiamo cos’è la COLANGITE BILIARE PRIMITIVA: una malattia autoimmune rara, cronica del fegato, in cui il sistema immunitario attacca i piccoli dotti biliari che trasportano la bile verso l’intestino. In Italia vivono con questa patologia oltre 15.000 persone, soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni. Dopo molti anni senza innovazioni, la ricerca ha introdotto una molecola che rappresenta una svolta: si tratta di elafìbranor, un agonista duale che interviene su 2 recettori, che permette di ridurre l’infiammazione dei dotti biliari, migliora il blocco del flusso biliare e ha un’azione anti-fibrotica sul fegato. Per la sua innovatività ha ottenuto nel 2019 la designazione di “terapia innovativa” dall’agenzia del farmaco statunitense FDA.“ L’approfondimento in “Pillole di ricerca”, domenica ore 09.35 – “Health” SkyTtg 24, canale 50-100 e 50 del digitale terrestre.
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18/01/2026Il “PNE - Programma nazionale esiti 2025” mostra che in Italia l’assistenza in gravidanza e durante il parto sta migliorando, anche se permangono differenze importanti tra le varie regioni. Negli ultimi anni il numero di parti con taglio cesareo è diminuito: dal 25% nel 2015 si è passati al 22% nel 2024. Si tratta di un passo avanti verso i livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità, che indicano come ideale una percentuale intorno al 15%. Tuttavia, il divario tra Nord e Sud del Paese resta evidente: nelle regioni settentrionali i valori sono più vicini agli standard, mentre in molte regioni del Sud il ricorso al cesareo supera ancora il 25%. L’Agenas evidenzia inoltre che il cesareo è meno frequente negli ospedali pubblici e in quelli con un alto numero di parti. Un altro dato positivo riguarda l’episiotomia, un intervento che oggi viene usato in modo molto più selettivo: in un solo anno la sua frequenza si è più che dimezzata, passando dal 24% al 9%. I dati indicano quindi un miglioramento generale, ma anche la necessità di continuare a investire per ridurre le differenze regionali e garantire a tutte le donne un’assistenza ostetrica di qualità, indipendentemente dal luogo di residenza.612
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17/01/2026Domenica 18 gennaio su SkyTg24 alle ore 09.35 all’interno della rubrica “Health”, una nuova puntata di “Pillole di ricerca” condotta dal prof. Andrea Grignolio. La storia di questa settimana è dedicata al fegato ed una patologia rara: la colangite biliare primitiva. “Per millenni il fegato – racconta Grignolio - è stato considerato il centro della vita stessa. Per gli antichi egizi era l‘organo dell’energia vitale e della “rigenerazione”. Aristotele lo riteneva la sede delle emozioni, mentre gli Aruspici Etrusco-Romani praticavano l’epatoscopia: leggevano nelle forme del fegato degli animali il destino di eserciti e imperatori. Il fegato entrò nella medicina moderna nel 1661, all’Università di Bologna, con Marcello Malpighi il primo a servirsi del microscopio per studiare il fegato con una precisione strabiliante. Un secolo dopo, Lazzaro Spallanzani spostò l’attenzione dalla struttura alla funzione e intuì che la bile emulsiona i grassi e permette la digestione. Anche grazie a queste scoperte, che oggi sappiamo cos’è la COLANGITE BILIARE PRIMITIVA: una malattia autoimmune rara, cronica del fegato, in cui il sistema immunitario attacca i piccoli dotti biliari che trasportano la bile verso l’intestino. In Italia vivono con questa patologia oltre 15.000 persone, soprattutto donne tra i 40 e i 60 anni. Dopo molti anni senza innovazioni, la ricerca ha introdotto una molecola che rappresenta una svolta: si tratta di elafìbranor, un agonista duale che interviene su 2 recettori, che permette di ridurre l’infiammazione dei dotti biliari, migliora il blocco del flusso biliare e ha un’azione anti-fibrotica sul fegato. Per la sua innovatività ha ottenuto nel 2019 la designazione di “terapia innovativa” dall’agenzia del farmaco statunitense FDA.“ L’approfondimento in “Pillole di ricerca”, domenica ore 09.35 – “Health” SkyTtg 24, canale 50-100 e 50 del digitale terrestre.