EVENTI
FAD
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
IL TRAVAGLIO DI PARTO NATURALE E NOVITÀ SULL’INDUZIONE MEDICA DEL TRAVAGLIO
Linee Guida
Aogoi - Associazione dei Ginecologi Italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti
Primo Piano
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Eventi e CongressiTEST DI SCREENING E DI DIAGNOSI PRENATALE: prima e dopo la diagnosi prenatale
13 – 14 marzo 20206
Torino, Hotel NH Santo Stefano12° Corso A.O.G.O.I. – 11° Ian Donald Course
Direttore del Corso: Elsa Viora Torino
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FormazioneFAD - Il travaglio di parto naturale e novità sull'induzione medica del travaglio
Attivo dal 18 febbraio 2026 al 17 febbraio 2027
Responsabili scientifici: Prof. Antonio Chiàntera, Dr.ssa Elsa Viora
Crediti ECM : 6 -
NotiziarioIMPORTANTE
Per la Polizza Sanitaria in convenzione con Aogoi, l’attivazione dell’opzione B non è più sottoscrivibile, in quanto sostituita dal sussidio SENIS B CN in Formula Single e dal sussidio SALUS LIGHT CN. Per info https://www.aogoi.it/tutela-legale/polizza-mba
Notiziario
- 9 gennaio - Le mutazioni sui geni BRCA1 e BRCA2, che si associano a maggiore probabilità di tumore al seno...
tutela legale
aogoi
Servizio riservato ai soci
Creato per tutelare gli associati nelle controversie giudiziarie legate alla professione
POLIZZE
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POLIZZE
SANITARIE
Per i soci e familiari
- Sussidio SALUS A LIGHT Under 65
- Sussidio SENIS B CN (in Formula Single) Over 65 anni
FORMAZIONE A DISTANZA ECM
Per l’aggiornamento professionale del ginecologo e dei professionisti della salute della donna e della coppia
Corsi in evidenza
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Inizio: 18-02-2026 - Fine: 17-02-2027Formazione a distanza -Crediti ECM: 6.0Stato corso: Aperto
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Inizio: 31-07-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 4.5Stato corso: Chiuso
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Inizio: 01-03-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 24-01-2025 - Fine: 31-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 12.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 10-12-2024 - Fine: 09-12-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 24.0Stato corso: Chiuso
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Inizio: 28-03-2024 - Fine: 27-03-2025Formazione a distanza -Crediti ECM: 9.0Stato corso: Chiuso
Pubblicazioni
Canali Social AOGOI
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14/01/2026L’American Cancer Society ha annunciato una novità importante per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (HPV): le donne con un rischio non elevato possono ora fare il test di screening anche da casa, senza recarsi in ambulatorio. Questo nuovo esame, approvato a maggio dall’ente regolatorio statunitense (FDA), prevede l’uso di un semplice tampone vaginale che viene poi spedito a un laboratorio autorizzato per l’analisi. Secondo gli esperti, questa possibilità potrebbe aiutare più donne a sottoporsi ai controlli. Negli Stati Uniti, infatti, circa una donna su due che sviluppa un tumore del collo dell’utero non aveva fatto alcun test di screening negli ultimi dieci anni. Uno dei motivi principali è il disagio legato all’esame tradizionale, che richiede l’uso dello speculum durante la visita ginecologica. Le nuove linee guida spiegano che l’esame in ambulatorio resta il metodo migliore, ma riconoscono che il tampone fatto a casa è comunque un’alternativa valida. Se il risultato del test domiciliare è negativo, l’esame va ripetuto dopo tre anni; se invece si utilizza il test tradizionale in ambulatorio, il controllo può essere ripetuto ogni cinque anni. L’American Cancer Society raccomanda di iniziare lo screening a 25 anni e di eseguire un test per l’HPV ad alto rischio ogni cinque anni fino ai 65 anni. Dopo questa età, se gli ultimi controlli sono stati negativi, è possibile sospendere lo screening. Gli esperti ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione contro l’HPV: se effettuata prima dei 17 anni, può ridurre fino al 90% il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.191
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12/01/2026Nel marzo 2025 è stata istituita la Pelvic Unit presso il Policlinico di Milano, un’unità specialistica dedicata alla prevenzione, diagnosi, cura e trattamento dei disturbi del pavimento pelvico femminile. La Pelvic Unit opera secondo un approccio multidisciplinare, avvalendosi della collaborazione di diverse figure specialistiche, tra cui urologi, fisioterapisti, nutrizionisti, psicologi, proctologi e radiologi, con l’obiettivo di offrire un’assistenza completa e integrata alle donne in tutte le fasi della vita, con particolare attenzione al periodo della gravidanza e del post-parto. Il centro rappresenta il primo presidio pubblico dotato di un’ampia dotazione tecnologica dedicata alla riabilitazione del pavimento pelvico. Tra i servizi offerti rientrano programmi di accompagnamento alla gravidanza anche in modalità streaming, percorsi di consulenza per pazienti ad alto rischio a seguito di parto operativo (OASIS), nonché la presa in carico e il trattamento delle pazienti sintomatiche attraverso percorsi riabilitativi personalizzati e un follow-up strutturato che include la valutazione funzionale interna. Nei casi in cui il trattamento riabilitativo non risulti sufficiente, viene presa in considerazione l’opzione chirurgica, secondo criteri clinici condivisi e nel rispetto delle linee guida di riferimento.241
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10/01/2026Domenica 11 gennaio è in onda la nuova puntata di “Pillole di ricerca”, il programma di SkyTg24 condotto dal prof. Andre Grignolio (“Health”: ore 9.35). In questo episodio si parla di “HIV – AIDS e malattie sessualmente trasmesse”. La storia oggi parte dal 22 aprile 1519, quando il conquistatore spagnolo Hernán Cortés sbarca in Messico con 500 soldati. Le malattie infettive degli europei uccideranno 19 milioni di indios, ma le popolazioni locali trasmisero agli spagnoli la sifilide: è la prima malattia sessualmente trasmissibile a distribuirsi in Europa. La sifilide divenne la malattia immorale, dello stigma e dei reietti. Lo stesso errore lo abbiamo commesso negli anni 80 con l’AIDS. Avere l’AIDS era una condanna: si moriva entro 1 anno dall’infezione e i pazienti erano vittime di pregiudizi e marginalizzazione. A fine degli anni 90 si ammalò anche Freddie Mercury, il cantante inglese dei Queen, il primo VIP europeo ad avere l’AIDS che dichiarò la malattia solo il giorno prima di morire, lo stigma era insopportabile. Ma straordinariamente un’aristocratica e un immunologo cambiarono la percezione di questa malattia: le immagini di Lady Diana che nel 1987 visitava gli ospedali londinesi abbracciando i malati di AIDS; e il bacio sulla bocca che il professor Ferdinando Aiuti diede a Rosaria Iardino, una ragazza sieropositiva di 25 anni, fecero il giro del mondo, diventando un’icona della lotta contro la disinformazione e il pregiudizio. Oggi abbiamo potenti farmaci che bloccano la malattia, parliamo della rivoluzione della PrEP: farmaci Pre-Esposizione per prevenire l'infezione da HIV. La nuova puntata di “Pillole di ricerca” è in onda domenica 11 gennaio all’interno di “Health” dalle ore 9.35 su SkyTg24. Fruibile sulla piattaforma Sky canali 100 e 500 e sul digitale terrestre canale 50 e in streaming su tg24.sky.it
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10/01/2026In occasione del centesimo congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, svoltosi a Bari, è stata dedicata una sessione di particolare rilievo al tema della prevenzione oncologica del basso tratto genitale femminile, ambito di grande interesse clinico e di rilevante impatto sociale. Nel corso della sessione sono stati approfonditi diversi aspetti fondamentali della prevenzione e della gestione delle lesioni del collo dell’utero, con particolare attenzione all’identificazione delle condizioni caratterizzate da lesioni e quadri di premalignità. È stato discusso come, in specifiche situazioni cliniche, tali condizioni possano non richiedere un trattamento chirurgico immediato e possano essere gestite in modo sicuro attraverso un approccio conservativo, noto come vigile sorveglianza, a beneficio sia della paziente sia del clinico. Questo approccio si fonda sulla consolidata conoscenza dei fattori che influenzano il rischio di progressione delle lesioni. La corretta valutazione di tali elementi consente di individuare i casi selezionati e di proporre percorsi di gestione personalizzati, offrendo alle pazienti la possibilità di evitare un intervento chirurgico non necessario, senza compromettere la sicurezza clinica. La sessione ha confermato il valore di un approccio basato sull’evidenza scientifica e sulla personalizzazione delle strategie di prevenzione, elementi centrali per un’assistenza ginecologica moderna e sostenibile.81
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08/01/2026Nel 2025 la menopausa è tornata davvero di moda. Sapete, anche l’FBI oggi ha riconosciuto che le terapie ormonali possono essere molte utili, non soltanto per i sintomi, ma anche per la salute della donna. Ma in realtà la vera cosa importante è che abbiamo oggi due nuovi farmaci: uno è già in farmacia, un altro ci auguriamo arriverà presto, che possano curare le vampate di calore. Di cosa si tratta? Sono delle molecole non ormonali, non psicoattive, che agiscono su una popolazione di neuroni, i cosiddetti neuroni che candy, come le caramelle, hanno come targhette il recettore di una sostanza, la neurochinina, che quando si attiva a livello del centro della termoregolazione nel sistema nervoso centrale facilita le vampate di calore. Ebbene, gli antagonisti della neurochinina 3 e, in futuro, l’antagonista della neurochinina 1 e 3, usati, sono in grado di ridurre la frequenza e la severità delle vampate di calore, migliorando la qualità della vita e il ritmo del sonno. Quindi buone notizie per le donne in menopausa: più scelta, più libertà, più benessere.381
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06/01/2026Si aprono nuove possibilità di cura per i tumori del fegato, anche per quelli più difficili, fino ad ora non trattabili. L’opportunità è offerta da una terapia innovativa: un mix di chemioterapia e impulsi elettrici, capace di aggredire il tumore come maggiore efficacia. Questa “soluzione” è stata studiata, messa a punto e testata per la prima volta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, su un paziente, altrimenti non curabile con le tecniche e tecnologie attualmente disponibili, come la chirurgia più tradizionale, le ablazioni a radiofrequenza o le microonde. L’ettrochemioterapia, di per sé, non è nuova: è già stata testata in diverse neoplasie benigne e maligne e in funzione dei risultati ottenuti, oggi si valuta l’applicazione anche sul fegato, che è un tumore che ancora presenta dei bisogni terapeutici insoddisfatti, anche per la delicatezza dell’organo e la sua posizione, che potrebbe trovare una risposta nel prossimo futuro. La tecnica è minimamente invasiva: sfrutta degli elettrodi ad ago, che vengono inseriti nel fegato, i quali grazie a brevissimi impulsi elettrici “controllati”, riescono ad aprire dei minuscoli varchi nelle membrane cellulari di un tumore. Questo significa che il farmaco penetra con maggiore facilità nella lesione, arrivando ad essere molto più efficace. La chiave di volta sembra, dunque, essere propria questa “scarica di energia” importante. Per il paziente ci sarebbero dunque solo potenziali benefici e pochi rischi, perché gli esperti del Sant’Orsola garantiscono che la tecnica è assolutamente sicura. Il Policlinico di Bologna entra a fare parte dei pochi centri specialistici nazionali capaci di eseguire il trattamento su questo tipo di lesione.71
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04/01/2026Nel 2025 l’andamento demografico in Italia conferma un ulteriore decremento del numero di nati, con un peggioramento rispetto ai dati già critici del 2024. Il fenomeno della denatalità è il risultato di una combinazione di fattori sociali, economici e sanitari, che incidono in modo significativo sulle scelte riproduttive. Dal punto di vista sanitario, si osserva come l’età media al primo figlio si sia progressivamente innalzata fino a circa 33 anni. Questo slittamento è legato, in larga parte, alla necessità di raggiungere una stabilità lavorativa ed economica prima di affrontare una gravidanza. L’aumento dell’età materna comporta tuttavia una maggiore probabilità di condizioni cliniche che possono interferire con la fertilità e la gravidanza, come endometriosi, fibromi uterini e altre patologie già presenti. Accanto agli aspetti sanitari, assumono un ruolo centrale i fattori socio-economici. Le politiche di sostegno alla famiglia risultano ancora insufficienti e necessitano di un rafforzamento strutturale. Il numero di nati annui, ormai estremamente ridotto, rappresenta una quota marginale della popolazione, ma proprio per questo potenzialmente più tutelabile attraverso interventi mirati. Tra le azioni prioritarie emergono: la garanzia di percorsi assistenziali gratuiti attraverso il Servizio Sanitario Pubblico, un adeguato accompagnamento durante la gravidanza e il post-partum, il supporto psicologico in presenza di criticità come il baby blues e l’introduzione di incentivi concreti a favore delle giovani coppie. L’attuale tasso di natalità colloca l’Italia in una posizione estremamente bassa nel ranking mondiale. In questo contesto, diventa necessario guardare a modelli europei virtuosi, come quello della Francia, che attraverso politiche sociali strutturate è riuscita a contrastare il calo demografico e a riportare la natalità su livelli più sostenibili. Affrontare la denatalità richiede una strategia integrata e di lungo periodo, capace di sostenere le famiglie, ridurre le disuguaglianze e creare condizioni favorevoli alla genitorialità.191
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.12
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.10073513
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22/12/2025Lo stress in gravidanza avrebbe ripercussioni anche sulla crescita dei dentini dei bambini. Uno studio americano dell'Università di Rochester (Stati Uniti) condotto su 142 madri provenienti da diversi contesti socio-economici, incinte tra il 2017 e il 2022, avrebbe dimostrato che, specie in tarda gravidanza, avere alti livelli di ormoni legati allo stress, come il cortisolo, e avere avuto una diagnosi di ansia e/o depressione durante la gestazione, espone alla possibilità che i 20 denti da latte nei piccoli spuntino molto più precocemente. I bimbi, figli di queste mamme, sono stati monitorati con delle visite periodiche a uno, due, quattro, sei, 12, 18 e 24 mesi dalla nascita, e si è visto che rispettivamente a sei e dodici mesi di età, il 15% aveva tra uno e sei denti ed il 97,5% tra uno e dodici. Tutti entro i 18 mesi avevano tra tre e venti e a 24 mesi il 25% mostrava la dentatura completa. Di questi, 2,7% aveva avuto un picco improvviso della nascita dei dentini tra i 12 e i 18 mesi, a fronte degli altri in cui i dentini sono spuntati in modo più continuo. Questi dati hanno confermato che il cortisolo influenza l’attività di specifiche cellule (osteoblastiche e osteoclastiche), responsabili della formazione e del rimodellamento osseo e che lo stress prenatale può accelerare l’invecchiamento biologico nei bambini. Resta da capire quali ormoni materni o altre cause possono impattare sul momento di eruzione dei denti e come questa possa condizionare il processo di invecchiamento biologico dei piccoli. Informazioni utili per avviare strategie di prevenzione e monitoraggio della salute di mamma e bimbi. Meng Y, Yang R, Alomeir N et al. Prenatal maternal salivary hormones and timing of tooth eruption in early childhood: a prospective birth cohort study. Front. Oral Health, 2025, Sec. Oral Epidemiology, Volume 6 - 2025 | https://lnkd.in/eNTuQ-kW
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17/12/2025Si conclude oggi il 100° Congresso della SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e delle società federate tra cui Aogoi. È stato un congresso nel segno dell'innovazione. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre si è svolto un Talk Show che ha coinvolto, oltre ai professionisti, anche la società civile: cinque Istituti secondari di secondo grado, per circa 250 studenti, associazioni di volontariato e istituzioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della ginecologia italiana di aprire un dialogo diretto costruendo spazi di ascolto e confronto.21
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15/12/2025È iniziato a Bari il 100° Congresso SIGO, insieme al 65° Congresso Aogoi e al 32° Congresso AGITE, uno degli eventi nazionali più rilevanti nel campo dell’ostetricia e della ginecologia. Con numeri importanti, 1.500 iscritti, 500 relatori e 200 corsi precongressuali, il congresso si conferma come un punto di riferimento per l’innovazione e l’aggiornamento scientifico. Grande spazio è dedicato anche al confronto con la società civile, coinvolgendo istituzioni, professionisti ed esperti, con un’attenzione particolare ai giovani e alla corretta informazione. I lavori proseguiranno fino a mercoledì 17 dicembre, con una sessione conclusiva dedicata alla responsabilità professionale.201
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14/01/2026L’American Cancer Society ha annunciato una novità importante per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (HPV): le donne con un rischio non elevato possono ora fare il test di screening anche da casa, senza recarsi in ambulatorio. Questo nuovo esame, approvato a maggio dall’ente regolatorio statunitense (FDA), prevede l’uso di un semplice tampone vaginale che viene poi spedito a un laboratorio autorizzato per l’analisi. Secondo gli esperti, questa possibilità potrebbe aiutare più donne a sottoporsi ai controlli. Negli Stati Uniti, infatti, circa una donna su due che sviluppa un tumore del collo dell’utero non aveva fatto alcun test di screening negli ultimi dieci anni. Uno dei motivi principali è il disagio legato all’esame tradizionale, che richiede l’uso dello speculum durante la visita ginecologica. Le nuove linee guida spiegano che l’esame in ambulatorio resta il metodo migliore, ma riconoscono che il tampone fatto a casa è comunque un’alternativa valida. Se il risultato del test domiciliare è negativo, l’esame va ripetuto dopo tre anni; se invece si utilizza il test tradizionale in ambulatorio, il controllo può essere ripetuto ogni cinque anni. L’American Cancer Society raccomanda di iniziare lo screening a 25 anni e di eseguire un test per l’HPV ad alto rischio ogni cinque anni fino ai 65 anni. Dopo questa età, se gli ultimi controlli sono stati negativi, è possibile sospendere lo screening. Gli esperti ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione contro l’HPV: se effettuata prima dei 17 anni, può ridurre fino al 90% il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.141
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10/01/2026Domenica 11 gennaio è in onda la nuova puntata di “Pillole di ricerca”, il programma di SkyTg24 condotto dal prof. Andre Grignolio (“Health”: ore 9.35). In questo episodio si parla di “HIV – AIDS e malattie sessualmente trasmesse”. La storia oggi parte dal 22 aprile 1519, quando il conquistatore spagnolo Hernán Cortés sbarca in Messico con 500 soldati. Le malattie infettive degli europei uccideranno 19 milioni di indios, ma le popolazioni locali trasmisero agli spagnoli la sifilide: è la prima malattia sessualmente trasmissibile a distribuirsi in Europa. La sifilide divenne la malattia immorale, dello stigma e dei reietti. Lo stesso errore lo abbiamo commesso negli anni 80 con l’AIDS. Avere l’AIDS era una condanna: si moriva entro 1 anno dall’infezione e i pazienti erano vittime di pregiudizi e marginalizzazione. A fine degli anni 90 si ammalò anche Freddie Mercury, il cantante inglese dei Queen, il primo VIP europeo ad avere l’AIDS che dichiarò la malattia solo il giorno prima di morire, lo stigma era insopportabile. Ma straordinariamente un’aristocratica e un immunologo cambiarono la percezione di questa malattia: le immagini di Lady Diana che nel 1987 visitava gli ospedali londinesi abbracciando i malati di AIDS; e il bacio sulla bocca che il professor Ferdinando Aiuti diede a Rosaria Iardino, una ragazza sieropositiva di 25 anni, fecero il giro del mondo, diventando un’icona della lotta contro la disinformazione e il pregiudizio. Oggi abbiamo potenti farmaci che bloccano la malattia, parliamo della rivoluzione della PrEP: farmaci Pre-Esposizione per prevenire l'infezione da HIV. La nuova puntata di “Pillole di ricerca” è in onda domenica 11 gennaio all’interno di “Health” dalle ore 9.35 su SkyTg24. Fruibile sulla piattaforma Sky canali 100 e 500 e sul digitale terrestre canale 50 e in streaming su tg24.sky.it
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07/01/2026Dedicati o pratica più sport. Se svolgi attività fisica con regolarità, ancora meglio “in squadra”, potenzi la salute, migliori l’autostima e la tua capacità di relazionarti con gli altri. A dirlo è una autorità: l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) che raccomanda di praticare un’attività fisica quotidianamente e che sia di intensità moderata-vigorosa per almeno un’ora, soprattutto dai 3 e i 17 anni. Negli adolescenti, come se tu, lo sport aiuta anche a difendersi da dipendenze malsane e isolamento. Se cominci molto presto a fare sport, i benefici con si consolidano nel tempo. Ma non temere! Sei giovane e hai tempo per “recuperare” il tempo perso, se sei un sedentario cronico. Anzi fatti buon promotore dell’importanza di praticare una attività fisica e parla con il tuoi amici del perché fra voi giovani è così diffuso il dropout sportivo. Non sai di che si tratta? È l’abbandono dello sport nella fase di passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale e adulta, quando un po’ di pratica fisica può essere un’esperienza molto formativa, se vissuta bene, con testa, gambe e cuore! E non ti scordare: insieme a fare sport, mangia sano, di qualità e persegui sili di vita salutari. Pietre miliari per il tuo benessere presente e futuro!
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06/01/2026Si aprono nuove possibilità di cura per i tumori del fegato, anche per quelli più difficili, fino ad ora non trattabili. L’opportunità è offerta da una terapia innovativa: un mix di chemioterapia e impulsi elettrici, capace di aggredire il tumore come maggiore efficacia. Questa “soluzione” è stata studiata, messa a punto e testata per la prima volta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, su un paziente, altrimenti non curabile con le tecniche e tecnologie attualmente disponibili, come la chirurgia più tradizionale, le ablazioni a radiofrequenza o le microonde. L’ettrochemioterapia, di per sé, non è nuova: è già stata testata in diverse neoplasie benigne e maligne e in funzione dei risultati ottenuti, oggi si valuta l’applicazione anche sul fegato, che è un tumore che ancora presenta dei bisogni terapeutici insoddisfatti, anche per la delicatezza dell’organo e la sua posizione, che potrebbe trovare una risposta nel prossimo futuro. La tecnica è minimamente invasiva: sfrutta degli elettrodi ad ago, che vengono inseriti nel fegato, i quali grazie a brevissimi impulsi elettrici “controllati”, riescono ad aprire dei minuscoli varchi nelle membrane cellulari di un tumore. Questo significa che il farmaco penetra con maggiore facilità nella lesione, arrivando ad essere molto più efficace. La chiave di volta sembra, dunque, essere propria questa “scarica di energia” importante. Per il paziente ci sarebbero dunque solo potenziali benefici e pochi rischi, perché gli esperti del Sant’Orsola garantiscono che la tecnica è assolutamente sicura. Il Policlinico di Bologna entra a fare parte dei pochi centri specialistici nazionali capaci di eseguire il trattamento su questo tipo di lesione.
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03/01/2026Segui il nostro consiglio: smetti di fumare! Non nasconderti dietro il paravento che fai uso di e-cig, tabacco riscaldato o narghilé. La nicotina in tutte le sue forme è sempre “tossica”! Lo attesta un importante studio condotto da università internazionali, anche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e si è visto che gi effetti di questa sostanza, soprattutto sugli adolescenti, sono davvero seri. Vuoi qualche esempio? Ci sono prove certe che la nicotina rappresenti una potente tossina cardiovascolare che provoca danni al cuore e ai vasi sanguigni, indipendentemente da come la fumi e assumi. Fai “flash mob” e incentiva i tuoi amici e la tua famiglia a smettere di fumare. Anche il fumo passivo, quello che assorbi dal tuo vicino, che ha acceso le bionde, le sigarette elettroniche o altro, è dannoso e ed è causa di danni vascolari. Pensi che le sigarette elettroniche siano un incentivo a smettere di fumare? Eh, no! Pare invece che siano la via che invita a un consumo parallelo di sigarette, quelle tradizionali e quelle elettroniche. Infatti si stanno valutando nuove strategie per disincentivare al fumo, come l’introduzione di una tassazione su tutti i prodotti a base di nicotina, proporzionale alla quantità di sostanza contenuta, controlli più rigorosi sulle vendite online e divieti di pubblicità dei prodotti sui social media. Quindi preparati, potresti avere vita dura con il fumo e una spesa importante per acquistarlo? Meglio smettere di fumare prima, non credi e ne guadagna la tua salute!
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.51
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29/12/2025Cerca di non cedere alla tentazione di giocare a videogiochi che hanno meccanismi simili a quelli del gioco d’azzardo. Ad esempio l’acquisto di bottini, giochi da casinò social, ruote a premi, loot box, spesso presenti tra gli intrattenimenti sui cellulari ,o anche semplicemente i giochi e vinci. Recenti studi dimostrano che se questi giochi d’azzardo vengono praticati, soprattutto in età adolescenziale ad esemepio fra i 10 e i 17 anni, possono aumentare il rischio a breve distanza, anche in su solo anno, di incentivare scommesse con soldi veri. Meglio evitare, non credi? E c’è da crederci! Questi dati emergono infatti da ampi studi condotti da prestigiose università europee che hanno coinvolto in più fasi numeri importanti di giovani, nel complesso oltre 4 mila. Si può evitare di favorire questa propensione poco sana fra voi giovani? Certamente sì! Gli esperti dicono che vanno innanzitutto disposte regole e norme ben più rigide sul gioco d’azzardo, che vadano promosse campagne educazionali e di sensibilizzazione in cui siano coinvolte oltre a persone competenti in materia anche le istituzioni e gli adulti, dalla scuola, agli insegnanti, ai genitori. Lo sai che se questi giochi diventano una mania possono sviluppare dipendenza, con effetti importanti anche a livello di salute mentale? Mi raccomando, nel tuo tempo libero dedicati a qualche cosa di più sano, allo sport, alla compagnia dei tuoi amici, a una buona lettura, alla visione di un bel film, o a qualunque altro interesse che ti appassiona.
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27/12/2025Vuoi avere la pelle super nera, 365 all’anno, e fai lampade e altro a più non posso? Beh, fai attenzione! Recenti studi hanno confermato che i lettini abbronzanti triplicano il rischio di melanoma, il tumore più aggressivo e fra i più pericolosi della pelle. Questi dati emergono da una analisi su oltre 3 mila persone che fanno lettini e che sono stati confrontati con quelli di coloro che invece non ne fanno uso. È emerso che questi dispositivi causano alterazioni alle cellule della pelle ben più importanti rispetto a quelle generate dalla naturale luce del sole. Il rischio? La maggiore probabilità di sviluppare la malattia, pari al 5,1% fra i “lettinomani” rispetto a meno della metà, cioè al 2,1%, fra coloro che prendono normalmente il sole in periodi adeguati dell’anno. Facendo una media, il lettino è causa di un rischio 2,85 volte superiore di melanoma rispetto ai raggi solari. Gli esperti ritengono che in maniera molto drastica sarebbe consigliabile vietare le lampade e i lettini ai giovanissimi, specie ai minori, così da preservare la salute della pelle e generale. I lettini sono stati infatti associati agli stessi livelli di rischio di sviluppare un tumore del fumo di sigaretta o di sostanze nocive come l’amianto. Tu cosa puoi fare? Non perdere l’occasione di informarti, di proteggere la pelle usando sempre adeguati filtri solari anche in inverno e quando fai le lampade e ridurre al minimo indispensabile l’abbronzatura artificiale.
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.100735
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11/12/2025Le Malattie Sessualmente Trasmissibili si affrontano meglio con il gioco di squadra: l'unione di medici, ragazzi, famiglia e scuola sono "una forza"!
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06/12/2025Da un po’ di tempo riposi poco e male? Forse è colpa anche dei social! Proprio così! Uno studio inglese che ha convolto 373 giovani in media ventenni ha dimostrato che un uso eccessivo e problematico dei sociali, da Facebook, a Tik Tok, Instagram, Snapchat, X e altri social può aumentare ansia, depressione e insonnia. Cosa puoi fare? Semplicissimo! Disintossicati per una settimana, rinuncia o riduci sensibilmente il tempo sui social e ti sentirai molto molto meglio, più sereno e “sveglio”. Pensa che 7 giorni senza chattare, twittare, mettere like e hastag a destra e a manca, riduce l’ansia del 16%, la depressione di quasi il 25% e l'insonnia del 14%. Cosa si farà ora? Beh, visti questi dati inziali interessanti sul miglioramento della salute mentale e psicoemotiva, gli studi proseguiranno, allungando i tempi di osservazione che e diversifiando i giovani da coinvolgere.31
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04/12/202531
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14/01/2026L’American Cancer Society ha annunciato una novità importante per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (HPV): le donne con un rischio non elevato possono ora fare il test di screening anche da casa, senza recarsi in ambulatorio. Questo nuovo esame, approvato a maggio dall’ente regolatorio statunitense (FDA), prevede l’uso di un semplice tampone vaginale che viene poi spedito a un laboratorio autorizzato per l’analisi. Secondo gli esperti, questa possibilità potrebbe aiutare più donne a sottoporsi ai controlli. Negli Stati Uniti, infatti, circa una donna su due che sviluppa un tumore del collo dell’utero non aveva fatto alcun test di screening negli ultimi dieci anni. Uno dei motivi principali è il disagio legato all’esame tradizionale, che richiede l’uso dello speculum durante la visita ginecologica. Le nuove linee guida spiegano che l’esame in ambulatorio resta il metodo migliore, ma riconoscono che il tampone fatto a casa è comunque un’alternativa valida. Se il risultato del test domiciliare è negativo, l’esame va ripetuto dopo tre anni; se invece si utilizza il test tradizionale in ambulatorio, il controllo può essere ripetuto ogni cinque anni. L’American Cancer Society raccomanda di iniziare lo screening a 25 anni e di eseguire un test per l’HPV ad alto rischio ogni cinque anni fino ai 65 anni. Dopo questa età, se gli ultimi controlli sono stati negativi, è possibile sospendere lo screening. Gli esperti ricordano inoltre l’importanza della vaccinazione contro l’HPV: se effettuata prima dei 17 anni, può ridurre fino al 90% il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.71
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12/01/2026Nel marzo 2025 è stata istituita la Pelvic Unit presso il Policlinico di Milano, un’unità specialistica dedicata alla prevenzione, diagnosi, cura e trattamento dei disturbi del pavimento pelvico femminile. La Pelvic Unit opera secondo un approccio multidisciplinare, avvalendosi della collaborazione di diverse figure specialistiche, tra cui urologi, fisioterapisti, nutrizionisti, psicologi, proctologi e radiologi, con l’obiettivo di offrire un’assistenza completa e integrata alle donne in tutte le fasi della vita, con particolare attenzione al periodo della gravidanza e del post-parto. Il centro rappresenta il primo presidio pubblico dotato di un’ampia dotazione tecnologica dedicata alla riabilitazione del pavimento pelvico. Tra i servizi offerti rientrano programmi di accompagnamento alla gravidanza anche in modalità streaming, percorsi di consulenza per pazienti ad alto rischio a seguito di parto operativo (OASIS), nonché la presa in carico e il trattamento delle pazienti sintomatiche attraverso percorsi riabilitativi personalizzati e un follow-up strutturato che include la valutazione funzionale interna. Nei casi in cui il trattamento riabilitativo non risulti sufficiente, viene presa in considerazione l’opzione chirurgica, secondo criteri clinici condivisi e nel rispetto delle linee guida di riferimento.23
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10/01/2026Domenica 11 gennaio è in onda la nuova puntata di “Pillole di ricerca”, il programma di SkyTg24 condotto dal prof. Andre Grignolio (“Health”: ore 9.35). In questo episodio si parla di “HIV – AIDS e malattie sessualmente trasmesse”. La storia oggi parte dal 22 aprile 1519, quando il conquistatore spagnolo Hernán Cortés sbarca in Messico con 500 soldati. Le malattie infettive degli europei uccideranno 19 milioni di indios, ma le popolazioni locali trasmisero agli spagnoli la sifilide: è la prima malattia sessualmente trasmissibile a distribuirsi in Europa. La sifilide divenne la malattia immorale, dello stigma e dei reietti. Lo stesso errore lo abbiamo commesso negli anni 80 con l’AIDS. Avere l’AIDS era una condanna: si moriva entro 1 anno dall’infezione e i pazienti erano vittime di pregiudizi e marginalizzazione. A fine degli anni 90 si ammalò anche Freddie Mercury, il cantante inglese dei Queen, il primo VIP europeo ad avere l’AIDS che dichiarò la malattia solo il giorno prima di morire, lo stigma era insopportabile. Ma straordinariamente un’aristocratica e un immunologo cambiarono la percezione di questa malattia: le immagini di Lady Diana che nel 1987 visitava gli ospedali londinesi abbracciando i malati di AIDS; e il bacio sulla bocca che il professor Ferdinando Aiuti diede a Rosaria Iardino, una ragazza sieropositiva di 25 anni, fecero il giro del mondo, diventando un’icona della lotta contro la disinformazione e il pregiudizio. Oggi abbiamo potenti farmaci che bloccano la malattia, parliamo della rivoluzione della PrEP: farmaci Pre-Esposizione per prevenire l'infezione da HIV. La nuova puntata di “Pillole di ricerca” è in onda domenica 11 gennaio all’interno di “Health” dalle ore 9.35 su SkyTg24. Fruibile sulla piattaforma Sky canali 100 e 500 e sul digitale terrestre canale 50 e in streaming su tg24.sky.it
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10/01/2026In occasione del centesimo congresso della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, svoltosi a Bari, è stata dedicata una sessione di particolare rilievo al tema della prevenzione oncologica del basso tratto genitale femminile, ambito di grande interesse clinico e di rilevante impatto sociale. Nel corso della sessione sono stati approfonditi diversi aspetti fondamentali della prevenzione e della gestione delle lesioni del collo dell’utero, con particolare attenzione all’identificazione delle condizioni caratterizzate da lesioni e quadri di premalignità. È stato discusso come, in specifiche situazioni cliniche, tali condizioni possano non richiedere un trattamento chirurgico immediato e possano essere gestite in modo sicuro attraverso un approccio conservativo, noto come vigile sorveglianza, a beneficio sia della paziente sia del clinico. Questo approccio si fonda sulla consolidata conoscenza dei fattori che influenzano il rischio di progressione delle lesioni. La corretta valutazione di tali elementi consente di individuare i casi selezionati e di proporre percorsi di gestione personalizzati, offrendo alle pazienti la possibilità di evitare un intervento chirurgico non necessario, senza compromettere la sicurezza clinica. La sessione ha confermato il valore di un approccio basato sull’evidenza scientifica e sulla personalizzazione delle strategie di prevenzione, elementi centrali per un’assistenza ginecologica moderna e sostenibile.
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08/01/2026Nel 2025 la menopausa è tornata davvero di moda. Sapete, anche l’FBI oggi ha riconosciuto che le terapie ormonali possono essere molte utili, non soltanto per i sintomi, ma anche per la salute della donna. Ma in realtà la vera cosa importante è che abbiamo oggi due nuovi farmaci: uno è già in farmacia, un altro ci auguriamo arriverà presto, che possano curare le vampate di calore. Di cosa si tratta? Sono delle molecole non ormonali, non psicoattive, che agiscono su una popolazione di neuroni, i cosiddetti neuroni che candy, come le caramelle, hanno come targhette il recettore di una sostanza, la neurochinina, che quando si attiva a livello del centro della termoregolazione nel sistema nervoso centrale facilita le vampate di calore. Ebbene, gli antagonisti della neurochinina 3 e, in futuro, l’antagonista della neurochinina 1 e 3, usati, sono in grado di ridurre la frequenza e la severità delle vampate di calore, migliorando la qualità della vita e il ritmo del sonno. Quindi buone notizie per le donne in menopausa: più scelta, più libertà, più benessere.
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06/01/2026Si aprono nuove possibilità di cura per i tumori del fegato, anche per quelli più difficili, fino ad ora non trattabili. L’opportunità è offerta da una terapia innovativa: un mix di chemioterapia e impulsi elettrici, capace di aggredire il tumore come maggiore efficacia. Questa “soluzione” è stata studiata, messa a punto e testata per la prima volta al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, su un paziente, altrimenti non curabile con le tecniche e tecnologie attualmente disponibili, come la chirurgia più tradizionale, le ablazioni a radiofrequenza o le microonde. L’ettrochemioterapia, di per sé, non è nuova: è già stata testata in diverse neoplasie benigne e maligne e in funzione dei risultati ottenuti, oggi si valuta l’applicazione anche sul fegato, che è un tumore che ancora presenta dei bisogni terapeutici insoddisfatti, anche per la delicatezza dell’organo e la sua posizione, che potrebbe trovare una risposta nel prossimo futuro. La tecnica è minimamente invasiva: sfrutta degli elettrodi ad ago, che vengono inseriti nel fegato, i quali grazie a brevissimi impulsi elettrici “controllati”, riescono ad aprire dei minuscoli varchi nelle membrane cellulari di un tumore. Questo significa che il farmaco penetra con maggiore facilità nella lesione, arrivando ad essere molto più efficace. La chiave di volta sembra, dunque, essere propria questa “scarica di energia” importante. Per il paziente ci sarebbero dunque solo potenziali benefici e pochi rischi, perché gli esperti del Sant’Orsola garantiscono che la tecnica è assolutamente sicura. Il Policlinico di Bologna entra a fare parte dei pochi centri specialistici nazionali capaci di eseguire il trattamento su questo tipo di lesione.
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04/01/2026Nel 2025 l’andamento demografico in Italia conferma un ulteriore decremento del numero di nati, con un peggioramento rispetto ai dati già critici del 2024. Il fenomeno della denatalità è il risultato di una combinazione di fattori sociali, economici e sanitari, che incidono in modo significativo sulle scelte riproduttive. Dal punto di vista sanitario, si osserva come l’età media al primo figlio si sia progressivamente innalzata fino a circa 33 anni. Questo slittamento è legato, in larga parte, alla necessità di raggiungere una stabilità lavorativa ed economica prima di affrontare una gravidanza. L’aumento dell’età materna comporta tuttavia una maggiore probabilità di condizioni cliniche che possono interferire con la fertilità e la gravidanza, come endometriosi, fibromi uterini e altre patologie già presenti. Accanto agli aspetti sanitari, assumono un ruolo centrale i fattori socio-economici. Le politiche di sostegno alla famiglia risultano ancora insufficienti e necessitano di un rafforzamento strutturale. Il numero di nati annui, ormai estremamente ridotto, rappresenta una quota marginale della popolazione, ma proprio per questo potenzialmente più tutelabile attraverso interventi mirati. Tra le azioni prioritarie emergono: la garanzia di percorsi assistenziali gratuiti attraverso il Servizio Sanitario Pubblico, un adeguato accompagnamento durante la gravidanza e il post-partum, il supporto psicologico in presenza di criticità come il baby blues e l’introduzione di incentivi concreti a favore delle giovani coppie. L’attuale tasso di natalità colloca l’Italia in una posizione estremamente bassa nel ranking mondiale. In questo contesto, diventa necessario guardare a modelli europei virtuosi, come quello della Francia, che attraverso politiche sociali strutturate è riuscita a contrastare il calo demografico e a riportare la natalità su livelli più sostenibili. Affrontare la denatalità richiede una strategia integrata e di lungo periodo, capace di sostenere le famiglie, ridurre le disuguaglianze e creare condizioni favorevoli alla genitorialità.29
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02/01/2026Uno squilibrio degli ormoni tiroidei in gravidanza può avere effetti importanti sullo sviluppo del bambino, soprattutto se non viene riconosciuto e corretto per tempo. Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism richiama l’attenzione su un possibile legame tra disfunzioni tiroidee materne e aumento del rischio di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei figli. La ricerca, coordinata da Idan Menashe dell’Università Ben-Gurion del Negev, ha analizzato oltre 51.000 nascite. In più di 4.400 casi le madri presentavano valori anomali degli ormoni tiroidei prima o durante la gravidanza. I risultati mostrano che, quando la disfunzione tiroidea viene adeguatamente trattata, oppure compare solo nel corso della gestazione, non si osserva un aumento significativo del rischio di ASD. Il rischio cresce invece quando il disturbo tiroideo è presente già prima del concepimento e persiste per tutta la gravidanza, in particolare nei casi di ipotiroidismo non compensato. In queste situazioni il rischio di ASD può risultare più che triplicato. Gli autori sottolineano quindi il ruolo cruciale degli ormoni tiroidei materni nello sviluppo cerebrale fetale e ribadiscono l’importanza di controlli regolari e terapie mirate durante tutta la gravidanza. Riferimento: Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, doi: 10.1210/clinem/dgaf596.13
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31/12/2025
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26/12/2025Le donne devono fare maggiore attenzione ai propri occhi. Recenti studi hanno evidenziato che hanno più probabilità di sviluppare problemi alla vista rispetto agli uomini, ad esempio maculopatia degenerativa, retinopatia diabetica, fori maculari, cataratta, malattie retiniche, ad eccezione del distacco della retinica, e in forme più gravi. Pare, infatti, abbiamo un rischio di arrivare alla cecità superiore del 54%, ed anche i tassi di malattie di grado lieve e moderato sono maggiori del 30% in confronto alla popolazione maschile. Malattie che aumentano soprattutto dopo la menopausa quando le donne hanno un rischio del 32% in più di sviluppare degenerazione maculare e fori maculari, dell’8% per la retinopatia diabetica e del 10% per le occlusioni retiniche. È quanto riporta uno studio su Ophthalmology Science che ha analizzato i dati di oltre 14,5 milioni di pazienti statunitensi fra uomini e donne. Queste differenze di genere non sono del tutto chiare, ma si pensa possano essere riconducibili a diversi fattori: agli ormoni, soprattutto agli estrogeni che sono protettivi contro lo stress ossidativo dell’occhio, ma che si abbassano repentinamente in menopausa, a differenze anatomiche dell’occhio, come la retina che nella donna è più sottile, e alla sua composizione in termine di specifiche proteine, e anche alla diversa risposta immunitaria che espone ad alcune malattie specifiche dell’occhio come le uveite, spesso associata ad altre problematiche su a base autoimmune come le sarcoidosi, la sclerosi multipla e il lupus erimatoso che sono maggiori nella popolazione femminile. Queste evidenze andranno approfondite con nuovi studi di genere che consentiranno la messa a punto di protocolli diagnostici e terapeutici mirati, quindi a cure più efficaci per gli occhi delle donne. Bugg VA, Eppich K, Blakley MS et al. Vision loss and blindness in the United States: An age-adjusted comparison by sex and associated disease category. Ophthalmology Science, 2025, 5(4):100735. Doi: 10.1016/j.xops.2025.100735
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22/12/2025Lo stress in gravidanza avrebbe ripercussioni anche sulla crescita dei dentini dei bambini. Uno studio americano dell'Università di Rochester (Stati Uniti) condotto su 142 madri provenienti da diversi contesti socio-economici, incinte tra il 2017 e il 2022, avrebbe dimostrato che, specie in tarda gravidanza, avere alti livelli di ormoni legati allo stress, come il cortisolo, e avere avuto una diagnosi di ansia e/o depressione durante la gestazione, espone alla possibilità che i 20 denti da latte nei piccoli spuntino molto più precocemente. I bimbi, figli di queste mamme, sono stati monitorati con delle visite periodiche a uno, due, quattro, sei, 12, 18 e 24 mesi dalla nascita, e si è visto che rispettivamente a sei e dodici mesi di età, il 15% aveva tra uno e sei denti ed il 97,5% tra uno e dodici. Tutti entro i 18 mesi avevano tra tre e venti e a 24 mesi il 25% mostrava la dentatura completa. Di questi, 2,7% aveva avuto un picco improvviso della nascita dei dentini tra i 12 e i 18 mesi, a fronte degli altri in cui i dentini sono spuntati in modo più continuo. Questi dati hanno confermato che il cortisolo influenza l’attività di specifiche cellule (osteoblastiche e osteoclastiche), responsabili della formazione e del rimodellamento osseo e che lo stress prenatale può accelerare l’invecchiamento biologico nei bambini. Resta da capire quali ormoni materni o altre cause possono impattare sul momento di eruzione dei denti e come questa possa condizionare il processo di invecchiamento biologico dei piccoli. Informazioni utili per avviare strategie di prevenzione e monitoraggio della salute di mamma e bimbi. Meng Y, Yang R, Alomeir N et al. Prenatal maternal salivary hormones and timing of tooth eruption in early childhood: a prospective birth cohort study. Front. Oral Health, 2025, Sec. Oral Epidemiology, Volume 6 - 2025 | https://doi.org/10.3389/froh.2025.166381712
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17/12/2025Si conclude oggi il 100° Congresso della SIGO Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e delle società federate tra cui Aogoi. È stato un congresso nel segno dell'innovazione. Nel pomeriggio di lunedì 15 dicembre si è svolto un Talk Show che ha coinvolto, oltre ai professionisti, anche la società civile: cinque Istituti secondari di secondo grado, per circa 250 studenti, associazioni di volontariato e istituzioni. Un’iniziativa che nasce dalla volontà della ginecologia italiana di aprire un dialogo diretto costruendo spazi di ascolto e confronto.