Associazione dei Ginecologi Italiani:
ospedalieri, del territorio e liberi professionisti

slider_medici.jpg
topbanner2b.jpg
topbanner3d.jpg

Scheda pratica

Con la consulenza del Professor Vito Trojano

  • I fibromi sono la trasformazione in tessuto fibro-elastico del tessuto muscolare dell'utero, che provoca la formazione di nodi più o meno grandi. Non sono tumori maligni. Sono frequenti nelle donne che hanno superato i 40 anni di età, che hanno avuto diverse gravidanze o che non ne hanno mai avute, in quanto gli eccessi determinano un'ipermotilità delle fibre muscolari uterine che si trasformano in tessuto fibro-elastico. Le gravidanze in tarda età sono un fattore di rischio perché stimolano l'utero a produrre tessuto elastico. I miomi invece sono definiti come noduli di tessuto muscolare ipertrofico.

  • La fibromatosi uterina è una degenerazione totale dell'utero dovuta all'invecchiamento dell'organo ed è caratterizzata da una trasformazione del tessuto muscolare in tessuto fibro-elastico. Si tratta sempre di tumori benigni. Se non crea problemi per volume o funzionalità non sono operabili.

  • Per la scelta della terapia, in genere il parametro più importante da valutare è il numero dei fibromi, al di là del loro volume. Per esempio, in caso di fibromi di piccolo volume (inferiore ai 5 centimetri) si può optare per un approccio conservativo e di attesa, con controlli regolari ogni sei-otto mesi, purché queste formazioni non diano problemi alla donna. Ci riferiamo per esempio a mestruazioni abbondanti (menorragie) o perdite di sangue significative tra un ciclo e l'altro (metrorragie) o entrambi i fenomeni (menometrorragie). In questi casi ci si affida a farmaci appartenenti alla famiglia delle gonadrotopine, i quali creano una condizione di pseudo-menopausa bloccando l'attività funzionale dell'ovaio.

  • Al contrario, se questi fibromi, benché piccoli, sono numerosi, il tessuto interessato si estende pericolosamente e può essere necessario intervenire chirurgicamente. Il rapporto tra fibromi e muscolatura uterina infatti deve sempre essere a vantaggio di quest'ultima per potere, in assenza di sintomi, attendere prima di ricorrere all'intervento chirurgico.

  • L'intervento consiste nell'asportazione del fibroma, conservando però utero e ovaio. Esistono diverse modalità di intervento: tradizionale, cioè con apertura dell'addome, in laparoscopia oppure in minilaparotomia. Quest'ultima possibilità è una via di mezzo tra l'intervento tradizionale e quello laparoscopico: viene effettuato un piccolo taglio al di sopra del pube, che permette di asportare completamente il fibroma. Questo presenta un vantaggio rispetto alla laparoscopia: consente al medico non solo di “vedere” la zona operata ma dà anche la possibilità di “palpare” l'area e verificare, così, la presenza di altri fibromi che possono essere asportati.



[Milano, febbraio 2009]

 

menu
menu