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Lombardia. Allarme carenza pediatri, ginecologi e ostetrici. Gallera: “Ministero non copre nostro fabbisogno di specialisti. Numerosi Punti nascita a rischio”

25 maggio - Così l’assessore al Welfare lombardo: "A fronte di una richiesta di 8.569 posti di specializzazioni mediche all’anno, infatti, la bozza di Accordo Stato-Regioni prevede l’assegnazione di soli 6200. Mancano dunque all’appello 2369 posti, dei quali il 40% sono quelli richiesti da Regione Lombardia. Se non riusciremo a far fronte alle carenze, sarà inevitabile la chiusura di numerosi punti nascita". 

“Il Ministero della Salute ci ha confermato che, ancora una volta, il fabbisogno espresso dalle Regioni di medici specialisti da formare per il triennio accademico 2017-2020 non sarà soddisfatto. A fronte di una richiesta di 8.569 posti all’anno, infatti, la bozza di Accordo Stato-Regioni prevede l’assegnazione di soli 6200. Mancano dunque all’appello 2369 posti, dei quali il 40% sono quelli richiesti da Regione Lombardia. Una situazione che – come ho spiegato oggi in Commissione - rischia di far implodere il sistema sanitario se non sarà affrontata e risolta dal nuovo Governo”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera,  al termine della seduta della Commissione Salute, che si è svolta nei giorni scorsi a Roma.
 
Punti nascita a rischio. “Abbiamo fatto presente – ha continuato - che se non riusciremo a far fronte alla carenza generale di alcune figure specialistiche come ad esempio pediatria, ginecologia e ostetricia, la chiusura di numerosi punti nascita sarà inevitabile. Una criticità sulla quale dovrebbe concentrarsi il Miur nella distribuzione dei posti”.
 
Tavoli tecnici. “Per questo come Regioni – ha concluso l’assessore – abbiamo anche chiesto di attivare dei tavoli tecnici congiunti con Ministero della Salute e Miur, antecedenti l’adozione dell’Accordo Stato-Regioni”.

 

 

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