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Farmaci da tenere obbligatoriamente in farmacia. Manca categoria specifica per contraccezione di emergenza, Smic: “Così non si aiutano le donne”

25 maggio – Nell’ambito della specifica sezione della farmacopea ufficiale recentemente aggiornata dal ministero della Salute non è stata infatti prevista un’apposita categoria dedicata alla contraccezione d’emergenza lasciando le pillole del giorno dopo nella categoria generica degli anticoncezionali ormonali. Una richiesta in tal senso era stata formulata dalla Società medica per la contraccezione.

“Il nuovo elenco dei farmaci da tenere obbligatoriamente in farmacia varato nell’ambito della revisione odierna della Farmacopea Ufficiale non ha purtroppo tenuto conto della nostra richiesta di prevedere una categoria specifica dedicata ai farmaci per la contraccezione d’emergenza. L’elenco prevede infatti che il farmacista sia tenuto a detenere almeno uno dei prodotti della categoria “contraccezione ormonale” entro la quale sono mischiati gli anticoncezionali ordinari di uso quotidiano con quelli d’emergenza, che hanno scopo e modalità di utilizzazione diversi. Un’occasione mancata, perché offrire alle donne italiane la sicurezza di poter trovare in ogni farmacia del territorio nazionale un anticoncezionale d’emergenza (pillola del giorno dopo), senza essere costrette, come ancora avviene, a passare da una farmacia all’altra, è un fattore importante per ottenere una efficace prevenzione e di conseguenza un ulteriore auspicabile calo delle IVG anche negli anni a venire, in quanto è stato dimostrato che la sua efficacia è tanto più elevata quanto più esso venga assunto vicino al rapporto presunto a rischi”.
 
È questo il commento di Emilio Arisi, Presidente della Società Medica Italiana per la Contraccezione (Smic), sull’aggiornamento della Farmacopea Ufficiale, realizzato dal tavolo tecnico istituito dal Ministro Lorenzin cui hanno partecipato rappresentanti del Ministero della salute, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Agenzia italiana del farmaco, delle Federazione ordini professionali e l’industria.
 
“La richiesta inviata al ministero della Salute e al tavolo tecnico dalla Smic e dai ginecologi italiani, di integrare di concerto con l’Aifa, farmaci per la contraccezione di emergenza nell’elenco dei farmaci indispensabili è rimasta quindi inascoltata – spiega Emilio Arisi –  eppure questo è uno strumento farmacologico di emergenza, cioè di pronto soccorso, utilizzabile allo scopo di evitare gravidanze non desiderate nei casi in cui il ricorso a un metodo contraccettivo tradizionale fallisca o venga dimenticato, oppure quando la donna subisca un rapporto sessuale non voluto. Non è stato considerato che la contraccezione d’emergenza è la ‘pillola del prima possibile’, in quanto la sua efficacia è tanto più elevata quanto più la si assume vicino al rapporto sessuale non protetto, in particolare nella sua forma più efficace costituita dall’ulipristal acetato (Upa). Questo nonostante lo stesso ministro della Salute nelle due Relazioni sulla interruzione volontaria di gravidanza, pubblicate rispettivamente a dicembre 2016 e 2017, ne ha abbia sottolineato il ruolo nella decisa riduzione dell’aborto volontario in Italia”.

 

 

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