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Contraccezione d’Emergenza. “Pillola 5 giorni dopo sia obbligatoria in tutte le farmacie”. Il parere di Arisi (Smic)

21 dicembre - Questo l’appello della Società Medica Italiana per la Contraccezione che sollecita il ministero della Salute ad aggiornare l’elenco dei medicinali che le farmacie sono tenute a detenere obbligatoriamente. Oggi l’obbligo riguarda genericamente tutta la categoria dei contraccettivi, senza alcuna distinzione tra quelli “ordinari” e quelli “d’emergenza”. 

“La pillola dei 5 giorni dopo sia obbligatoria in tutte le farmacie italiane. Evitiamo che le donne siano costrette a passare da una farmacia all’altra per reperire il farmaco per la Contraccezione d’emergenza”.
 
È questo l’appello lanciato dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione (Smic) che sollecita il ministero della Salute ad aggiornare l’elenco dei medicinali che le farmacie sono tenute a detenere obbligatoriamente. Oggi l’obbligo riguarda, infatti, genericamente tutta la categoria dei contraccettivi, senza alcuna distinzione tra quelli “ordinari” e quelli “d’emergenza” con il rischio che la pillola dei cinque giorni dopo non si trovi in tutte le farmacie,
 
Questo nonostante ellaOne, conosciuta appunto come la pillola dei 5 giorni dopo, abbia avuto un merito significativo nella forte riduzione degli aborti nel 2015, come ha rilevato la Relazione al Parlamento sulla legge 194 del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
 
Un risultato importante sul piano della prevenzione dell’evento abortivo, che ha spinto Emilio Arisi, Presidente della Smic a sollecitare  “un urgente aggiornamento dell’elenco dei medicinali in commercio che le farmacie sono tenute a detenere obbligatoriamente in farmacia”.
 
“L’ultimo aggiornamento delle tabelle risale infatti al 2014 – ha spiegato Arisi–  e prevede che il farmacista sia tenuto a conservare un contraccettivo qualsiasi, senza operare distinzione tra quelli ‘ordinari’, che si assumono quotidianamente per prevenire gravidanze indesiderate, e quelli ‘d’emergenza’, utili ai fini di prevenire una gravidanza dopo un eventuale fallimento del metodo contraccettivo utilizzato (rottura preservativo, dimenticanze pillola, ecc)  o nel caso di un rapporto sessuale non protetto.
 
Inoltre le vecchie tabelle non tengono conto delle recenti modifiche del regime prescrittivo degli anticoncezionali d’emergenza di ultima generazione (la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo) per i quali è stato tolto l’obbligo di ricetta per le donne maggiorenni.
 
Questo cambio di regime prescrittivo e la conseguente maggiore fruibilità nell’accesso al nuovo farmaco anticoncezionale d’emergenza, come rilevato proprio dalla relazione del ministro Lorenzin, è tra le cause della diminuzione delle interruzioni volontarie di gravidanza.
 
Dare la certezza alle donne italiane – conclude Arisi – di poter trovare in ogni farmacia del territorio nazionale questo presidio farmacologico, senza essere costrette, come spesso avviene, di passare da una farmacia all’altra, è pertanto un fattore importante per ottenere un ulteriore e auspicabile calo delle IVG anche negli anni a venire”.

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